Borseggiatrice da record: a soli 13 anni è già stata “beccata” 54 volte

Una borseggiatrice in erba e un rapinatore sessantenne: Roma sempre più in balìa di criminali senza scrupoli: giovanissimi o attempati, fa poca differenza. Solo nelle ultime ore una tredicenne di origine bosniaca è stata fermata dai carabinieri per la 54a volta, mentre giovedì pomeriggio un gioielliere è stato violentemente aggredito da un uomo egiziano, ma è riuscito ugualmente ad avvertire la polizia e a far arrestare il rapinatore.

La borseggiatrice bosniaca di 13 anni

La sua lista di precedenti farebbe invidia ai più incalliti ladri, anche perché la borseggiatrice da record ha solo 13 anni: nata a Roma, ma di cittadinanza bosniaca, la ragazzina in queste ore è stata fermata dai carabinieri della Stazione Roma-Aventino per la 54esima volta. Non solo: dagli accertamenti effettuati alla Banca Dati è emerso che la giovanissima, quanto scaltra borseggiatrice, annoverava ben 53 precedenti specifici riguardanti tutti reati commessi nella capitale. Priva di documenti, ma comunque ben nota alle forze dell’ordine, è stata quindi identificata e, in mancanza di un genitore o di un tutore a cui affidarla, attraverso la S.O.S. (Sala Operativa Sociale) del Comune di Roma, è stata portata in un centro di prima accoglienza così come, contestualmente, è stata inoltrata a suo nome una segnalazione al Tribunale per i Minorenni. Al lungo elenco di furti da lei commessi, si aggiunge dunque anche quest’ultimo, per cui è  stata bloccata dai militari alla fermata della metropolitana di Termini, in flagranza di reato, dopo che la mano lesta aveva appena “alleggerito” – come si dice in gergo malavitoso – un turista siciliano del proprio portafogli. L’uomo, che non si era accorto di nulla, ha sporto a quel punto regolare denuncia-querela, e dopo aver ringraziato i carabinieri che gli hanno restituito il maltolto, ha potuto riprendere il suo tour turistico. Chissà che, come già accaduto altre 53 volte, anche la piccola borseggiatrice non potrà tornare presto alla sua attività criminale: visti i precedenti, infatti, più che chiedersi come sia possibile poter reitare impunente nel reato, sarebbe più opportuno allertarsi con timore per quando sarà nuovamente possibile…

Il rapinatore egiziano sessantenne

E dalla stazione ferroviaria a via Tescuolona passano diverse fermate di metro di distanza: quella che copre la differenza di reato dal furto alla rapina. Così, giovedì pomeriggio un uomo sulla sessantina – vecchia conoscenza di un gioielliere – è entrato in una oreficieria in via Tuscolana e ha chiesto di vedere alcuni anelli. Il negoziante non si è stupito più di tanto e, giratosi, si è rivolto verso la merce dando le spalle al cliente, noto anche se inusuale. A quel punto è scattata la feroce aggressione: il rapinatore ha colpito alle spalle il gioielliere, e quando la vittima ha reagito cercando con tutte le forze di fermare il criminale, l’egiziano ha afferrato un grosso lucchetto dal bancone e ha iniziato a colpire il negoziante alla testa che, a quel punto, si è messo a gridare tanto forte da attirare l’attenzione di un passante. È stato proprio quest’ultimo ad accorgersi della scena e a chiamare il 113. Proprio grazie a lui gli agenti della Polizia di Stato, del commissariato Tuscolano, sono arrivati nel momento in cui il malvivente stava uscendo dal negozio, quindi l’hanno bloccato e arrestato. La vittima era ancora in gioielleria in una pozza di sangue, ma cosciente. Il sessantenne, dovrà ora rispondere di tentata rapina aggravata.