Prodi contro Renzi (e Mattarella): «Per il Quirinale eletto uno controllabile»

«Un partito della nazione che cerchi di rappresentare tutti non ha alcun senso. Noi avevamo scelto il riformismo ma non pretendevamo di essere il partito della nazione, anche chi vuole conservare ha pari dignità in una democrazia». Lo dice Romano Prodi a L’aria che tira (La7). «Un partito si chiama partito perché rappresenta una parte. Il Pd va a giorni alterni in questa via, per questo la missione è incompiuta» ha detto ancora Prodi. Proprio oggi esce il suo libro Missione incompiuta, sull’esperienza dell’Ulivo. Nel volume-intervista firmato da Marco Damilano, il Professore si toglie più di un sassolino dalla scarpa.  A cominciare dai retroscena sulle elezioni per il Quirinale nel quale fu clamorosamente trombato nonostante la candidatura ufficiale di Pd e Sel. «L’esito del voto segreto lo avevo rigorosamente previsto, anche se con qualche voto negativo in meno.  Nessuno può notare alcun cambiamento nei miei comportamenti dopo il voto dei 101 che, in realtà, sono stati quasi 120. So di aver ricevuto un concreto numero di voti sparsi qua e là al di fuori del Pd, tra centristi, grillini e truppe sparse. E so che hanno votato per me un certo numero di miei antichi studenti. Molti hanno paura di votare per me. Hanno bisogno di qualcuno che garantisca una “controllabilità” assoluta. Io la controllabilità non la garantivo e non la garantisco né al Pd né a Forza Italia e neppure ai grillini». Un puntura di spillo contro Matteo Renzi ma indirettamente anche contro l’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Prodi su Berlusconi: «Se cade lui, cade anche Renzi»

Proprio a proposito delle ultime elezioni per il Colle che hanno portato all’elezione di Mattarella, Prodi rivela un altro retroscena. «Nel lungo e cordiale incontro con il presidente del Consiglio che c’è stato il 15 dicembre riguardo all’elezione del presidente della Repubblica – rivela Prodi nel libro – Renzi si e limitato ad anticiparmi che il Pd avrebbe votato scheda bianca nelle prime tre votazioni e poi avrebbe preso le opportune decisioni. Ha poi gentilmente fatto cenno ad una mia possibile candidatura per la prossima segreteria delle Nazioni Unite. L’ho ringraziato, ma ho fatto presente la sostanziale impossibilità di realizzare questa proposta, sia per l’età che avro quando questa carica così impegnativa diventerà vacante (77 anni), sia per il forte supporto politico di cui godono altri candidati, che già si stanno attrezzando». Il Professore invita poi a non dare per spacciato il suo storico rivale. «L’indebolimento di Silvio Berlusconi è una forte assicurazione per la vita del governo. La sua scomparsa gli creerebbe troppi problemi».