Forza Italia si ricompatta. E il Cav pensa al partito repubblicano Usa

Il voto di fiducia chiesto da Matteo Renzi sull’Italicum ha come primo effetto quello di ricompattare Forza Italia e di sospendere momentaneamente le divisioni che da tempo tormentano il partito. Il partito è compatto contro quella che definiscono «la dittatura renziana» con la forzatura di porre la fiducia su una questione di democrazia. Il rischio infatti che con le votazioni segrete potesse esserci da parte di Fi quel “soccorso azzurro” al governo viene scongiurato. Gli azzurri voteranno contro la fiducia. La decisione del premier Renzi non coglie di sorpresa Silvio Berlusconi: non mi stupisco del dittatorello – è il commento fatto con i suoi – ora ha un arma in più per minacciare le elezioni e non ricandidare la sua minoranza. «Non saranno giochi d’Aula, imboscate o sgambetti a far cadere il governo», sostiene con buona dose di realismo l’ex capo del governo, ma sarà renzi «con la sua spregiudicatezza  assoluta a decidere i tempi di quando si andrà a votare».

Forza Italia: «Renzi, vero disastro dell’Italia»

Irrompe Maurizio Gasparri nel dibattito sottolineando che Renzi «è per l’Italia un vero e prioprio disastro». «Un pagliaccio, un incapace, uno zimbello schiaffeggiato all’ONU, nella UE, negli USA, in Russia, in India e ovunque. Mentre in Italia fa l’arrogante, ricorrendo alla fiducia e alle imposizioni continue a danno del Parlamento e della democrazia». Sul fronte della dialettica interna al partito arrivano segnali di fumo dal dissidente Fitto che per le Regionali apre al dialogo: ricompattiamo la coalizione e proviamo a vincere, scrive in una lettera aperta sul suo blog chiedendo alle altre forze di centrodestra un «incontro per discutere ad oltranza» ed evitare che in Puglia si consumi ufficialmente la scissione del partito. Il leader di Forza Itali riceverà oggi ad Arcore il segretario di Fi Puglia, Luigi Vitali, e una dei due candidati governatori che il centrodestra esprime in Puglia, l’ex senatrice ed esponente di Fratelli d’Italia, Adriana Poli Bortone (sostenuta da FI, Lega e altre liste).

Il Cav, tra Puglia e Grand Old Party

La “mossa” dell’eurodeputato Fitto giunge a un Berlusconi “distratto” da un altro fronte, quello (ri)organizzativo. In questo momento il “faro” è quel Grand Old Party, il partito repubblicano americano a cui intende ispirarsi per il rilancio di Forza Italia. Lo scopo ira è «lavorare per costruire un grande partito simile a quello della più grande democrazia del mondo – ha detto giorni fa- vogliamo costruire una grande forza democratica sul modello dei Repubblicani, che esprima la maggioranza dei moderati e liberali del nostro Paese». Come già annunciato, si avvarrà della consulenza di un big del partito dell’elefante, l’ex presidente degli Stati Uniti, George Bush junior, con cui ha sempre avuto un feeling particolare quando era a palazzo Chigi, partire dal 2001.«Ascolterò i consigli del mio amico Bush, avrebbe detto il leader azzurro, che ha intenzione di impostare la campagna elettorale per le regionali sempre in stile Usa, rilanciando l’attività di fund raising. In tempo di crisi e di tagli al finanziamento pubblico, infatti, Berlusconi avrebbe ribadito la necessità di evitare sprechi, invitando i suoi parlamentari a darsi da fare per rimpinguare le casse del partito tramite la raccolta di fondi. L’ex premier avrebbe promesso una serie di iniziative per spiegare a deputati e senatori come trovare risorse.