Expo, Renzi sceglie la linea soft: «L’appalto sospetto va monitorato ma non si blocca»

L’Expo è alle porte. E quindi si può – e anzi, si deve – chiudere un occhio, meglio anche tutti e due, sulle gare turbate, sulle mazzette da centinaia di migliaia di euro che sono passate di mano, sulla corruzione, sulle regalie, sugli appalti pilotati per la costruzione del Padiglione Italia, un gioiellino che ai contribuenti costerà, spiccioli più spiccioli meno, una novantina di milioni di euro. E’ questa la conclusione alla quale è giunto il governo Renzi e, con lui, il presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone e il prefetto di Milano, Paolo Francesco Tronca. Il risultato è che la Italiana Costruzioni, azienda che si è aggiudicata l’appalto “sospetto” e i cui vertici sono indagati proprio per il Padiglione Italia, potrà continuare serenamente a lavorare come se nulla fosse. Pazienza se l’appalto pare sia stato “pilotato”. Pazienza se la magistratura dovesse accertate che sono volate mazzette a cinque zeri col tramite di  Stefano Perozzi, che si faceva in quattro per far vincere la “Italiana Costruzioni”. Al massimo, d’ora in poi, per evitare che ci ricaschi, l’azienda sarà “monitorata”.
Lo ha deciso formalmente il prefetto di Milano che ha firmato il relativo decreto di monitoraggio chiesto, a fine marzo, dal presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, e ha notificato alla società che d’ora in avanti tutti i lavori, compresi quelli per la realizzazione di Palazzo Italia, si svolgeranno sotto lo stretto controllo di un “suo” esperto incaricato, il professor Umberto Bertelè, ordinario di Strategia e Sistemi di Pianificazione.

Expo, il professor Bertelè monitorerà la “Italiana Costruzioni”

Presidente onorario del Mip del Politecnico di Milano, membro della Associazione italiana di Ingegneria Gestionale, della Società degli Economisti e della Accademia Italiana di Economia Aziendale, ex-consulente per il Servizio Studi della Banca d’Italia e – in qualità di esperto economico – membro di delegazioni ufficiali in sede Gatt, Ocse e G7, Bertelè avrà il compito di vigilare affinché tutto si svolga al di là di ogni possibile sospetto. Ma qui, a questo punto, siamo molto aldilà del possibile sospetto: Italiana Costruzioni è coinvolta pesantemente nelle inchieste di Firenze sulle grandi opere, e in particolare sulla realizzazione di Palazzo Italia. Non a caso il prefetto di Milano è costretto a citare, nel suo provvedimento, i rapporti intercorsi a suo tempo tra Antonio Acerbo ex-sub commissario di Expo ed ex-responsabile unico del “Padiglione Italia“, già arrestato lo scorso ottobre nel filone d’inchiesta milanese sulla “Cupola degli appalti” e costretto a patteggiare 3 anni a Milano per corruzioneturbativa d’asta in relazione all’appalto “Vie d’acqua sud” e Stefano Perotti, che per conto di Italiana Costruzioni puntava ad aggiudicarsi l’appalto e ad avere la Direzione dei lavori.
«Le risultanze investigative – è costretto ad ammettere il prefetto – rivelano un modus operandi degli indagati preordinato al condizionamento» della gara d’appalto «e al perseguimento di fini assolutamente estranei alla cura degli interessi pubblici».

La gara per Palazzo Italia pilotata su “Italiana Costruzioni”

Le intercettazioni agli atti dei provvedimenti di arresto e degli avvisi di garanzia, d’altra parte, sono schiaccianti.
Stando all’imputazione Antonio Acerbo, «in qualità di responsabile unico del procedimento relativo al bando di gara adottato dalla Spa “Expo 2015” per l’aggiudicazione dei lavori di realizzazione del cosiddetto “Palazzo Italia” – per un importo complessivo di euro 25.284.697,29» – avrebbe turbato la gara, «pilotandone l’aggiudicazione in favore» della società “Italiana
Costruzioni“, alla guida di un’associazione temporanea di imprese, composta anche dal Consorzio Veneto Cooperativo, della LegaCoop, che ha vinto la commessa.
Suoi presunti complici sarebbero stati Stefano Perotti, scrive il magistrato, «quale professionista interessato alla progettazione e direzione dei lavori» dell’opera, Giacomo Beretta, ex-assessore comunale al Bilancio della Giunta Moratti, Andrea Castellotti e anche i «referenti della stessa “Italiana Costruzioni“» e cioè Attilio Navarra, presidente del cda di “Italiana Costruzioni“, Luca Navarra e Alessandro Paglia.

I contribuenti beffati, ancora più soldi a “Italiana Costruzioni”

Non solo. Oltre il danno anche la beffa per i contribuenti italiani. “Italiana Costruzioni” si era messa di traverso per ottenere più soldi sostenendo che i costi dei lavori erano lievitati. Così come hanno fatto altre tre aziende coinvolte nei lavori di “Padiglione Italia“. Il braccio di ferro con l’Expò e con il governo ha trovato presto uno sbocco favorevole per l’azienda che ha vinto l’appalto truccato. Dei 92 milioni di euro che ci vorranno per chiudere i lavori, il 20 per cento andrà proprio alla “Italiana Costruzioni“.
Cantone aveva, di fronte a sé, tre possibilità: il commissariamento dell’appalto, il cambio dei vertici aziendali, o, appunto, un monitoraggio. Ha scelto questa terza strada. La spiegazione del perché non sia stato commissariato l’appalto né siano stati decapitati i vertici aziendali di “Italiana Costruzioni” è perfettamente in linea con lo stile del governo Renzi.
Nel provvedimento di “monitoraggio” notificato alla “Italiana Costruzioni” si citano alcune fantomatiche “attenuanti”: è vero, scrivono Cantone e il prefetto di Milano, che la condotta degli indagati è stata in aperta violazione della libera concorrenza e «preordinata a turbare l’ordine della gara», ma è vero anche che la “Italiana Costruzioni” non ha poi conferito a Perotti la direzione dei lavori. E’ vero che gli attuali amministratori della società, Attilio e Luca Navarra, risultano indagati, ma è vero anche che nei loro confronti non sono scattate misure cautelari. Inoltre la società ha annunciato l’imminente convocazione di un’assemblea dei soci per integrare il cda «con professionalità in grado di rappresentare un’ulteriore profilo di garanzia». Alla luce di tutto ciò, e tenendo conto che Expo è alle porte, Cantone ha scelto la via del monitoraggio.