Atene, slitta al 7 maggio il processo contro 69 imputati di Alba Dorata

Aperto e subito aggiornato al 7 maggio il processo contro oltre sessanta appartenenti ad Alba Dorata che si svolge nel penitenziario di sicurezza di Korydallos, alla periferia di Atene. Il processo vede imputate 69 persone tra cui vertici, quadri, iscritti e quasi tutti i parlamentari del partito di estrema destra greco Chrysi Avghì (Alba Dorata) eletti nelle consultazioni del 2012.

Alba Dorata alla sbarra

Gli imputati di Alba Dorata sono accusati di aver costituito e diretto un’organizzazione criminale «tesa a compiere pestaggi brutali e omicidi dei suoi nemici ideologici e immigrati stranieri». Un’accusa che, se provata, potrebbe costare loro fino a 20 anni di carcere. Tra gli imputati di spicco figurano il fondatore e leader del partito Nikos Michaloliakos e i deputati Ilias Kasidiaris, Yannis Lagos, Ilias Panagiotaros, Konstantinos Barbarousis, Stathis Boukouras e Christos Pappas. Il rinvio a giudizio degli imputati è stato deciso lo scorso 4 febbraio dal Consiglio dei giudici della Corte d’Appello dopo molti mesi di indagini. Insieme con i parlamentari sono stati rinviati a giudizio altri 52 dirigenti di Alba Dorata accusati di aver partecipato ad una lunga serie di atti di violenza, tra cui l’omicidio del rapper antifascista Pavlos Fissas avvenuto il 17 settembre del 2013 per mano di Giorgos Roupakias, iscritto egli stesso al partito Alba Dorata.

Le proteste degli antifascisti

Diversi gruppi antifascisti e di residenti del quartiere ateniese di Korydallos hanno organizzato manifestazioni all’esterno del carcere per protestare contro la scelta di tenere nel penitenziario il processo a carico di 69 imputati di Alba Dorata. I residenti chiedono che il processo sia spostato altrove perché in zona ci sono 11 scuole e temono per la sicurezza in caso di scontri fra simpatizzanti di Alba Dorata e antifascisti. Alcuni testimoni chiamati a deporre al procedimento, secondo i media ateniesi,  sono stati aggrediti da simpatizzanti di Alba Dorata mentre stavano entrando in tribunale. Nell’aula speciale approntata nel penitenziario sono comparsi solo 44 degli imputati ma fra loro non c’erano Nikos Michaloliakos, fondatore e leader del partito, né diversi altri deputati di Alba Dorata. In aula erano presenti, invece, la madre del rapper Pavlos Fyssas e il sindaco di Atene Giorgos Kaminis.