Renzi cinguetta trionfante su Twitter. Ma alla fine ride soltanto lui

Ma quanto gli piace Twitter allo spaccone di Palazzo Chigi. Quanto lo gratifica poter “cinguettare” continuamente. Anche perché in 140 caratteri hai la possibilità di dire tutto, di inventare addirittura di sognare, ma senza necessità di spiegare. Così lui, che le spara sempre in orbita, s’è affezionato allo strumento. Perciò  anche oggi, immaginiamo, Matteo Renzi ha afferrato il suo smartphone, ha sfiorato l’app e ha digitato trionfante: «Più 130 mila posti di lavoro nel 2014, bene ma non basta. Ora al lavoro per i provvedimenti su scuola e banda ultralarga #lavoltabuona». Evviva. Tripudio. Italia in festa.

Renzi gioca con Twitter ma la verità è un’altra

L’immaginifico sparasentenze fiorentino ha rilanciato l’ultima clamorosa balla. Perché a smentire il premier e i suoi tweet ci ha pensato nientemeno che l’Istat. Il nostro rigoroso istituto di statistica ha infatti certificato che la disoccupazione nel 2014 è cresciuta sia in termini assoluti sia in percentuale. Il che significa 167 mila disoccupati in più (+5,5%) e un tasso che raggiunge il 12,7 per cento in confronto al 12,1 dell’anno prima.  Insomma, il caro Matteo ha toppato ancora. Nella foga di acquisire meriti che evidentemente non ha, nell’impeto di mostrarsi decisionista e decisore,  risolutore di problemi, manco fosse il mitico mister Wolf di Pulp Fiction, il segretario del Pd e premier pro tempore spara un dato che fa a pugni con la realtà.  Facendo credere, implicitamente, che la disoccupazione stia diminuendo. E lo fa, come al solito, con la classica nonchalance di colui che non deve minimamente preoccuparsi di chiarire alcunchè.

I nuovi occupati e i dati Istat

La verità è che, purtroppo, crisi e disoccupazione sono più presenti che mai. La verità è che mentre tutto il mondo ha ingranato la quarta, mentre tutti gli altri stanno approfittando del calo delle materie prime, del petrolio, della parità quasi raggiunta tra euro e dollaro e dei benefici della immissione di liquidità sul mercato, da noi, nell’Italia di Renzi ci si deve accontentare di procedere in folle, di migliorare forse di un misero decimale. Un più  zero virgola uno che ha fatto stappare bottiglie a Palazzo Chigi e che però ha continuato a far stringere la cinghia a milioni di famiglie. Una verità cruda. Che Renzi nasconde nei suoi  Tweet.