Marine Le Pen: «Noi mai così forti, un altro tassello per le vittorie di domani»

Per Marine Le Pen è il giorno della conferma. Il Front National totalizza un punteggio «straordinario» nelle elezioni dipartimentali francesi, e sancisce il suo «radicamento a livello locale». Ma il sigillo simbolico, la conquista della presidenza di un dipartimento, non è arrivata. I leader del partito mettono avanti i numeri: punteggi di alcuni candidati che hanno raggiunto e superato il 40%, «una cosa senza precedenti nella storia del Fn», e il netto aumento del numero di consiglieri eletti, soprattutto nel nord e nei bastioni del sudest.

 Le parole di Marine Le Pen e il grazie ai “patrioti”

«Il risultato storico di questa elezioni pone il Front National e il Rassemblement Bleu Marine come grande forza politica. È un tassello per le vittorie di domani», ha commentato Marine Le Pen subito dopo i risultati, felicitando «gli eletti patrioti per la loro vittoria e i militanti per la loro bella campagna».

Penalizzati solo dal meccanismo elettorale

«Conquistare un dipartimento, sapevamo che sarebbe stato molto difficile», ha fatto eco il vicepresidente del Fn, Florian Philippot, secondo cui «non era il nostro obiettivo, era l’obiettivo che ci hanno attribuito alcuni osservatori». La colpa, spiega, è innanzitutto del meccanismo elettorale, che sfavorisce le formazioni indipendenti, ma anche dell’alleanza opportunista messa in atto da Ump e socialisti, per fare barriera. «Oggi, questi sistemi elettorali fabbricati contro di noi ci privano della maggioranza che avrebbe dovuto essere nostra, perché siamo di fatto il primo partito della Vaucluse», ha commentato a caldo Marion Le Pen, nipote di Marine Le Pen, non senza promettere poi di «non abbassare mai le braccia quando si tratta di difendere il nostro territorio e il nostro Paese». La giovane deputata ha inoltre annunciato che il partito presenterà ricorso sui risultati di un cantone, quello dell’Orange, in cui ha vinto la Ligue du Sud. Nel Gard, i primi dati danno il Front National fermo a due cantoni, ovvero quattro consiglieri dipartimentali, ben lontano dalla maggioranza, che rimane alla sinistra, anche se per pochissimi voti. Resta in particolare in mano alla gauche la città di Nimes, feudo personale di Collard.