Sputi e botte a una disabile in classe: e la prof resta a guardare

Bullismo, è escalation senza fine. Quanto accaduto nell’istituto di Varallo, nel Vercellese, dove una ragazzina disabile è stata pestata e poi ricoperta di sputi da parte di tre coetanei – una ragazza e un ragazzo sedicenni che l’hanno aggredita e malmenata, mentre una terza riprendeva l’orrore, prontamente postato su Whatsapp e sui social network – è inquietante. E a raddoppiarne la portata di malvagità e sconcerto già insiti nell’atto vile e insensato dell’aggressione a una persona indifesa, interviene l’atteggiamento, sembrerebbe inerme, della prof che, nel video che gli studenti si sono passati tramite il servizio di messaggistica istantanea, comparirebbe appunto mentre assiste alla scena.

Bullismo, un’escalation continua

Il condizionale, come si sa, è d’obbligo: starà ai carabinieri della compagnia di Borgosesia, che stanno indagando sul caso e che hanno già denunciato i responsabili del pestaggio e rimosso i video della vergogna dalla Rete, appurare i fatti e rendere una attendibile ricostruzione dell’episodio di bullismo, fatto di oltraggio fisico violenza psicologica e onta informatica. Così come spetterà all’indagine interna avviata dalla scuola chiarire il ruolo avuto dall’insegnante nella drammatica vicenda. «Quello successo alla scuola di Varallo, come altri casi avvenuti in passato, è un episodio gravissimo che non dovrebbe mai accadere», ha dichiarato a riguardo Antonio Catania, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte e direttore dell’Ufficio scolastico provinciale di Vercelli, che ha anche confermato di avere «appena chiesto una relazione dettagliata al dirigente della scuola dove è avvenuta l’aggressione, per valutare l’eventuale responsabilità, sia dei ragazzi che dell’insegnante presenti in classe».

La ricerca di un perché

Quel che però sconcerta e che rimarrà senza una risposta, anche dopo le indagini delle forze dell’ordine, le sentenze di rito che ne deriveranno e i provvedimenti eventuali che saranno sanciti dall’inchiesta interna, è che – purtroppo ne siamo drammaticamente certi – episodi di questa gravità continueranno a ripetersi. Quasi che un atto di bullismo, più o meno efferato, per i violenti in erba conti pochi e scoraggi ancora meno, anzi: alimentando e rigenerando una escalation violenta alla ricerca dell’orrore e del suo momentaneo superamento. Orrore da postare rigorosamente on line…