Il civatiano Casson vince le primarie a sindaco di Venezia. «Ora si cambia»

«Da domani scatta l’ora zero». Con queste parole Felice Casson, esponente dell’area civatiana, ha commentato la sua vittoria alle primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco di Venezia, le prime dopo lo scandalo Mose. L’ex pm ha vinto le primarie con il 55,62% delle preferenze, battendo i due avversari Nicola Pellicani e Jacopo Molina.

La “rivoluzione” di Casson

Un risultato abbastanza scontato per l’ex magistrato, oggi senatore della minoranza dem, che punta tutto sulla questione morale. «Il nostro popolo ha chiesto di voltare pagina con forza, nel nome della trasparenza, della legalità e dell’etica. Un segnale importante, ha vinto tutta Venezia», ha detto a caldo un’intervista a Repubblica all’indomani del conto alla rovescia per la conquista della città lagunare. Casson  dice di essere «per una politica pulita, trasparente, di controllo. So benissimo che non possiamo limitarci a dire sempre no bloccando le attività territoriali, economiche, commerciali, imprenditoriali e così via che ci sono sul porto e sulle grandi navi. Ma dobbiamo essere in grado – ha proseguito Casson – di mettere in pratica proposte credibili e attuabili da contrapporre a chi vuole arricchirsi con il malaffare, a chi anzi lo ha fatto negli anni passati».

Venezia non è l’Italia

Casson mette le mani avanti sul destino elettorale del Pd e dice di escludere che il voto a Venezia abbia valore nazionale: «No non credo, è figlio di quello che è accaduto in questi mesi». Un’ultimo pensiero sprezzante è dedicato a Massimo Cacciari, che aveva appoggiato il suo sfidante Nicola Pellicani: «Chi se ne importa, davvero. Quando giorni fa ha fatto una conferenza stampa per dire che sosteneva Pellicani mi sono detto: è andata, sono alla disperazione completa. Ora comincia una nuova éra».