“Bambine”, “bimbe”, “piccine”: le canzoni che nessuno potrà cantare

Ba, ba/ baciami bambina/ sulla bo, bo/ bocca..“: Occhio signori a fischiettare questo vecchio successo del Quartetto Cetra. E occhio, in genere, alle canzoni trasmesse da radio e tv. Perché non è detto che ascoltandole non si possa incorrere negli strali della legge. Soprattutto quelle, per l’appunto, in cui si accenna scopertamente a “bambine“, “bimbe“, “piccine” e quanto associabile alla beata gioventù dell’altra metà del cielo. Gioventù che, è vero, ha fatto sospirare intere generazioni di italiani, ma che oggi potrebbe causare, a chiunque di noi, non pochi guai. Anzitutto a quelli di una certa età. Perché mica è un vezzo solo di quel vecchio satiro di Silvio Berlusconi parlare di “bambine” al telefono. Non è solo Papi e le sue “bambine“.

Le canzoni da non cantare

È un costume nazionale. Sicuramente lo è stato. E siccome siamo consapevoli del rischio, ecco che abbiamo pensato ad un breve elenco delle canzoni che mai e poi mai si potranno più cantare. Neppure via web. Perché il rischio di essere marchiati dall’accusa di pedofilia o di sfruttamenti vari è più che possibile. Con gogna mediatica incorporata, ovviamente. Perciò, attenzione. Guai a canticchiare “Bambina innamorata” di Alberto Rabagliati e neppure “Mattinata fiorentina“, successo sempre di Rabagliati cantato pure da Claudio Villa. Certo, quest’ultima potrebbe piacere al Renzi e se non a lui, almeno al suo paparino. Niente scuse, non fateci affidamento: neppure il caro Matteo potrebbe salvarvi da una possibile indagine. Stesso dicasi per la più recente “Bimba se sapessi“, successo di Sergio Caputo che, già a suo tempo etichettato “fascista”, vi farebbe precipitare, dritti dritti,  nel cono d’ombra del democratico disprezzo.

“Bambine”, “bimbe”, “piccine”

Attenzione anche a “Ragazza di campagna” di Claudio Baglioni e soprattutto occhio a “Il gigante e la bambina” di Ron: un autentico inno alla pedofilia passibile di galera senza se e senza ma. In ultimo, consigliamo vivamente di distruggere le cassette, gelosamente conservate,  con la registrazione delle puntate di “Colpo Grosso” la trasmissione cult di Umberto Smaila: la sigla “Cin Cin” può essere sicuramente perseguita d’ufficio. Dopodiché, visto che al peggio non c’è mai fine, stiamo ancora lavorando ad un elenco di film che potrebbero presto essere banditi da schermi e teleschermi. E una anticipazione vogliamo darla: attenzione a Carlo Verdone. La passione per il cinema dell’attore e regista romano potrebbero giocarvi più di un brutto scherzo. Ricordate le “nipotine” del dentista Giulio Cesare Carminati di “Italians“? Ecco. Cestinate. Per il vostro bene.