Tosi a Salvini: per vincere ci vogliono destra e centro. Basta con gli slogan

Coltelli affilati in casa Lega. Con Flavio Tosi che non cede nei confronti di Matteo Salvini. Alla intervista rilasciata da quest’ultimo al Corriere in cui fioccano accuse pesanti contro il segretario della Liga Veneta etichettato come un “dirigente”che fa finta di niente, Tosi risponde a stretto giro, senza peli sulla lingua. “Con Salvini ci sono sicuramente delle distanze – ammette – Poi  in politica certe volte le distanze si riescono a colmare, certe volte no”. Per far capire dove le distanze, invece di accorciarsi, si dilatano, il sindaco di Verona ricorda che tutti vogliono vincere in Veneto. Ma per vincere ci vogliono “linearità, coerenza e rispetto per le persone”.

Tosi:per vincere ci vogliono destra e centro

Tosi non gradisce, come si sa, le interferenze che da Milano ci sono sulla Liga Veneta; chiede, in sostanza, il rispetto dell’autonomia e non è affatto dell’idea che una sua candidatura alle regionali, sia pure in competizione con il governatore uscente Zaia, possa favorire la candidata del centrosinistra, Alessandra Moretti. Non si ferma qui, Flavio Tosi. A polemica aggiunge polemica. Così sposta la riflessione sullo scenario nazionale per dire chiaro e tondo a Salvini che “se si vuole battere Renzi non si può vincere solo come destra, ma ci vuole il centro e anche la destra”. Qui la divergenza diventa abissale. “Avere tanti voti non basta – sottolinea – Anche Grillo ne ha tanti, però non serve averli e basta. I voti servono per riuscire a costruire qualcosa di nuovo e di alternativo rispetto a Renzi. Altrimenti poi rischi che quei voti non servano a nulla”.

Tosi: l’esempio della Grecia

Il crescendo del j’accuse verso il segretario della Lega Nord è rossiniano. Arriva così l’affondo di Tosi:” Bisogna essere concreti; meno propaganda, meno slogan e cercare di ottenere dei risultati”. Un progetto politico per essere credibile e alternativo richiede uno sguardo attento a quel che si muove in prospettiva sul piano politico interno e internazionale. “Basta guardare – sollecita Tosi – l’esempio della Grecia e la fine che sta facendo Tsipras. Vince le eelzioni, promette che esce dall’euro; promette una serie di cose e adesso sta trattando con l’Europa cercando di negoziare condizioni diverse”. “Che è quello che dovrebbe fare l‘Italia, ovvero negoziare condizioni diverse”. Un tema, ricorda il sindaco di Verona, non nuovo. Di cui si parlò e si raggiunse una intesa all’epoca della segreteria Maroni. Ma che ora Salvini mostra di aver dimenticato.