Pisapia in cambio dei marò: parte in aula lo sfottò contro il sindaco

Ai marò nella sua recente intervista il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, non ha proprio pensato quando ha confessato il desiderio di voler fare un viaggio in India nel caso in cui decidesse di non ricandidarsi. Una dimenticanza che ha ispirato i consiglieri comunali di Forza Italia che hanno esposto nell’aula di Palazzo Marino, insieme agli altri esponenti dell’opposizione, uno striscione-sfottò con scritto: «Vi diamo Pisapia, ridateci i marò».

Pisapia e la gaffe sui marò

Intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24 il sindaco Pisapia (audio integrale dell’intervista) aveva annunciato che sulla candidatura deciderà entro l’inizio dell’Expo (maggio). Il primo cittadino della giunta arancione ha infatti precisato che se non farà più il sindaco, ha già qualche progetto: «Mi piglierei tre mesi di vacanza – ha spiegato – e probabilmente andrei in India, così non arrivano i giornali, non mi arrabbio, e soprattutto perché l’India è il luogo dove io sono stato più spesso felice. Con me stesso e con il mondo». Detto da un’esponente politico istituzionale in una fase in cui l’Italia ha in corso con l’India un braccio di ferro diplomatico non è propriamente la più felice delle dichiarazioni. Da tre anni i due fucilieri di marina Girone e La Torre sono in attesa di una soluzione alla loro vicenda, senza che i governi che si sono succeduti siano stati in grado di riportarli definitivamente a casa. In tutta Italia, intanto si susseguono le iniziative per i due marò: l’ultima in ordine di tempo è stata del Comune di Cento, che all’inaugurazione del suo Carnevale ha presentato lo slogan: «Max e Salvo liberi subito. Ad anticipare la sfilata dei carri allegorici una parata speciale delle associazioni d’Arma. Al suono degli inni, il sipario della manifestazione si è aperto con la parata di una lunga schiera di associazioni d’Arma: in prima fila l’associazione nazionale Leone San Marco, l’Associazione nazionale marinai d’Italia e a seguire, lagunari truppe anfibie, crocerossine, carristi, alpini, bersaglieri, paracadutisti, polizia di Stato e carabinieri, alla fine tutti schierati in piazzale Bonzagni.