Pena di morte, gli Usa sono pronti a sperimentare le camere a gas

La pena di morte torna a tenere banco negli Stati Uniti. di Barack Obama. E questa volta non perché si sia riacceso il dibattito sulla necessità o meno per i singoli Stati di conservarla nella propria legislazione, ma solo perché molti di essi stanno pensando di adottare un “piano B” nelle more della decisione della Corte Suprema americana sull’uso dei medicinali impiegati per le iniezioni letali. La Corte, chiamata ad esprimersi dal ricorso inoltrato da tre condannati a morte in Oklahoma, ha deciso di riesaminare la costituzionalità delle nuove combinazioni di farmaci per l’iniezione letale che alcuni stati utilizzano per le esecuzioni. Ed ora proprio l’Oklahoma sta valutando la possibilità di ricorrere alle “camere a gas” come metodo alternativo per l’esecuzione delle condanne a morte.

Pena di morte: la decisione della Corte Suprema

L’Alta Corte, che il mese scorso ha dato il via libera all’esecuzione di un detenuto con la stessa combinazione di farmaci, dovrà decidere se l’uso del cocktail violi il divieto della Costituzione americana di infliggere punizioni crudeli. In particolare, i giudici dovranno verificare se il sedativo Midazolam produca realmente nel condannato un profondo stato comatoso e di incoscienza, nel qual caso potrà essere utilizzato nelle esecuzioni. In cosa contrario, no. I giudici della Suprema Corte, inoltre, dovranno assicurarsi che il detenuto non provi un dolore intenso e inutile quando gli verranno iniettati altri farmaci per ucciderlo

Il “piano B” di Utah, Wyoming e Tennessee

Lo scorso anno in Tennessee e’ stata approvata una legge che consente l’impiego della sedia elettrica nel caso in cui non si possano ottenere i farmaci necessari per l’iniezione letale, mentre nello Utah e in Wyoming si sta addirittura valutando di ripristinare l’utilizzo del “plotone di esecuzione”.