Il M5S chiede le dimissioni di Gino Paoli, Grillo si scusa e lo difende

«Premetto che Gino Paoli è mio amico e quindi potrei essere considerato poco obiettivo. Ma a questo gioco al massacro di una persona di 80 anni non pregiudicato, mai inquisito, per alcunché, che mi risulti, io non ci sto! I cittadini sono diventati vittime sacrificali, mostri da sbattere in prima pagina senza che possano difendersi». Così Beppe Grillo sul suo blog, si schiera col cantante ingadato per evasione fiscale, che a quano pare ha sostenuto di essere stato “costretto” a incassare soldi a nero alla feste dell’Unità. Grillo è dalla sua parte: «Io non ho mosso i miei contro Gino Paoli. Aspetto la magistratura prima di emettere qualunque giudizio, alla faccia degli sciacalli dell’informazione».

Le scuse di Grillo a Gino Paoli

Il leader del movimento 5 stelle in mattinata aveva chiamato Paoli “per scusarsi con lui dopo gli attacchi del Movimento 5 stelle”. Lo ha riferito il legale del cantautore Andrea Vernazza. Nella giornata di ieri il gruppo alla Camera del M5s aveva infatti diffuso un comunicato nel quale si chiedeva a Paoli di “valutare seriamente le dimissioni dalla sua carica” alla presidenza della Siae. Una mossa non gradita a Grillo, che oggi spiega: «Il Secolo XIX ha pubblicato un titolo di condanna che non ammette replica: “Maxi evasione in Svizzera, blitz della Finanza a casa di Gino Paoli” dal quale un lettore distratto evince che Paoli avrebbe evaso senza alcun dubbio cifre persino superiori al Costituzionalista di Arcore condannato per truffa fiscale», scrive Grillo che parla di “un articolo costruito su delle ipotesi che si para il culo con l’uso dei condizionali”. «Sbatti il mostro in prima pagina. Nel caso Paoli risulti innocente, e questo lo decideranno i giudici e non i giornalisti, chi lo risarcirà?». Grillo continua: «Il Secolo XIX si sdegna per “la mancanza di rispetto dell’amico Beppe Grillo. Ieri il Movimento 5 Stelle che ha chiesto le dimissioni di Paoli da presidente della Siae. La fretta con la quale Grillo ha mosso i suoi, però, è sintomo di un giustizialismo cinico, per nulla democratico”. Io – scrive però il leader M5s in un post che si conclude con “Sapore di sale” – non ho “mosso i miei” contro Gino Paoli.