Il giorno dopo l’assalto dei teppisti olandesi: Marino come Ponzio Pilato

Roma ferita. È un risveglio amaro per la Capitale presa d’assalto da centinaia di teppisti olandesi del Feyenoord. Nelle prossime ore l’incontro tra il sindaco Marino e il ministro Alfano (che giovedì nel corso della guerriglia il primo cittadino non è riuscito a contattare…). Non si contano le polemiche sulla sicurezza con il consueto corollario di critiche agli agenti alla sottovalutazione dell’arrivo dei violenti. Ancora sconosciuta la sorte dei 28 tulipani arrestati (23 per gli scontri della vigilia, 19 condannati in direttissima). L’intervento delle forze dell’ordine – ha spiegato la Questura – ha dovuto tener conto sia del contesto urbano oltre che della presenza di cittadini e turisti.L’azione delle forze di polizia ha altresì impedito che i violenti tifosi potessero invadere le strade del centro della capitale in corteo, così come avevano intenzione di fare».

Marino come Pilato

«Monumenti, negozi, turisti, la gente di Roma». Si dice di un Marino molto irritato per le azioni vandaliche commesse dagli hooligan d’Olanda.  Intervistato da Repubblica non trova di meglio che spostare i riflettori su altri e limitarsi, come un cittadino qualunque, a esprimere disappunto e rabbia. «Le forze di polizia non hanno avuto disposizioni corrette dai loro vertici, mettendo a rischio la serenità e la tranquillità del salotto più bello del mondo», dice. E ancora: «Prefetto e questore non sono stati all’altezza della sfida, non hanno saputo garantire la sicurezza della città. Del resto sono mesi che parliamo di criticità. Qui abbiamo un numero di forze dell’ordine esiguo per la capitale d’Italia. Lo volete capire? Vogliamo centinaia di uomini in più perché siamo uno dei potenziali obiettivi del terrorismo. Chiederò spiegazioni al ministro, pretenderò risposte».

A chi chiedere i risarcimenti?

«Io propongo che i dirigenti del Feyenoord mettano mano al blocchetto di assegni, chiamino il sindaco di Roma e risarciscano la Capitale…». Per Marino «tutte le squadre che giocano tornei internazionali debbono dotarsi di un fondo, siano cioè in grado di indennizzare le città in caso di atti di teppismo come questo. Oggi lo proporrò ufficialmente al governo».