Fitto alza il tiro e chiede di azzerare tutte le cariche in Forza Italia

«Chiediamo l’azzeramento di tutte le cariche di partito e nei gruppi. In politica non si può essere uomini di tutte le stagioni». Lo dice l’europarlamentare di Forza Italia Raffaele Fitto in conferenza stampa alla Camera, sottolineando la necessità di una «svolta attraverso un meccanismo democratico: congresso o primarie ne discuteremo». Non la semplice «sostituzione di Tizio con Caio», piuttosto occorre «sostituire l’attuale gruppo dirigente con un meccanismo. Chiediamo una svolta alla quale non possiamo derogare». Fitto non si ferma alla protesta di Montecitorio: «Apriamo il confronto e se non accadrà lo faremo andando in giro per il Paese», sottolineando come anche nei «territori» ci sia chi fa «più danni della grandine» e cambiare è decisivo per dare «ossigeno, fiato a migliaia di consiglieri comunali, elettori, simpatizzanti che sono lontani». A proposito del colloquio di martedì sera con Silvio Berlusconi, Fitto chiarisce: è stato «lungo e franco: magari le opinioni non si incontrano ma Berlusconi ha bisogno di chi dice le cose con chiarezza. Questo è il tema». A questo proposito il leader della minoranza interna ritiene «indispensabile uscire da una condizione di ipocrisia e dire con chiarezza le cose come stanno. Siamo in una palude e l’obiettivo è uscirne. Non si può essere uomini di tutte le stagioni».

Fitto sull’ufficio di presidenza: «Non ha valenza giuridica»

Il punto cruciale, per l’ex governatore della Puglia ed ex ministro è che in Forza Italia sono stati commessi «errori che non possono essere sottovalutati». La conferenza stampa di oggi? «È stata convocata per un’operazione verità. Penso sia indispensabile uscire da una condizione ipocrisia e dire con chiarezza le cose come stanno». «Non si può più fare finta di nulla, i risultati sotto gli occhi di tutti – sottolinea – sia per quanto riguarda la gestione politica degli ultimi mesi sia per quanto riguarda la gestione del partito e dire l’avevamo detto è una magra consolazione». E a proposito dell’ormai famoso patto del Nazareno, «non c’è un patto e non ci son due contraenti. C’è chi indica soluzioni e cambia di volta in volta e chi le accetta. Questo non può essere». Durissimo pure il commento sulla convocazione “nottetempo” dell’ufficio di presidenza. «Non riconosciamo la valenza politica, giuridica e statutaria» dell’Ufficio di presidenza e la sua convocazione oggi non va certo nella direzione della richiesta di azzeramento degli organismi di partito».