Droni su Parigi. L’esperto: «Potrebbe essere un piano dell’Isis»

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Secondo il criminologo Christophe Naudin, specializzato in questioni di sicurezza aerea, una «organizzazione strutturata» si cela senza dubbio dietro i sorvoli multipli su Parigi da parte di alcuni droni nella notte tra lunedì e martedì. Lo riporta il quotidiano Le Figaro. Durante la notte almeno cinque droni di piccole dimensioni hanno sorvolato la capitale francese, soffermandosi in particolare sull’ambasciata Usa, la Torre Eiffel, les Invalides e place de la Concorde. Lo riferisce Le Monde. Si tratta solo dell’ultimo episodio di una serie di sorvoli “misteriosi” recenti: la Procura ha aperto un’inchiesta dopo l’avvistamento di un drone sull’Eliseo il 20 gennaio scorso. E dallo scorso ottobre, sono 19 i droni avvistati nei pressi di centrali nucleari francesi. Tra i siti sorvolati ci sono anche, secondo diverse fonti locali, la piazza della Bastiglia, la Tour Montparnasse e la sede dell’Assemblea Nazionale. I sorvoli sono avvenuti in momenti diversi della notte, tra mezzanotte e le sei. Quello sull’ambasciata Usa, in particolare, è avvenuto intorno all’una di notte, effettuato da un drone di piccola taglia che volava tra i 100 e i 300 metri di altezza. Per quale motivo i droni sorvolano punti sensibili di Parigi? «Per raccogliere informazioni sulle capacità di reazione delle forze dell’ordine. Le possibilità di un attentato? Il peso e le dimensioni li rendono poco adatti a procurare danni importanti», dice l’esperto a Le Figaro.

Dietro i droni l’Isis o gli eco-terroristi?

Diversi agenti sono stati mobilitati per cercare di identificare i “piloti” dei piccoli velivoli a terra, dato che per il tipo di apparecchio non potevano essere troppo lontani, ma invano. Sul caso, che ha diversi precedenti, indagano ora la polizia di Parigi e la gendarmeria dell’aria. «Siamo di fronte a un’organizzazione molto strutturata – ha commentato ancora Naudin – e sufficientemente organizzata finanziariamente per arrivare a tali risultati». Forse non c’è l’Isis, secondo il criminologo, ma un gruppo di “terroristi-ambientalisti”. Tuttavia, per ora, l’unica certezza è che la minaccia esiste.