“Giallo” sui droni che sorvolano le centrali nucleari francesi: è allarme

Proseguono i sorvoli “misteriosi” di droni su centrali nucleari francesi: altri cinque impianti sono stati “sorvolati” venerdì sera, riferisce Le Parisien, rilanciando l’allarme sicurezza. Dal 5 ottobre scorso sono stati così sei le centrali nucleari francesi di Edf interessate dal fenomeno. EDF ha sporto denuncia, come per gli altri casi avvenuti nel mese di ottobre ed è stata già avviata un’inchiesta per tentare di individuare «il pilota di questo drone telecomandato». Per il ministero dell’Interno, i sorvoli sono stati sorvegliati e non hanno rappresentato in alcun modo un rischio per installazioni «fatte per resistere a scosse telluriche di forte magnitudo o allo schianto di un aereo di linea» che vi dovesse precipitare sopra. Il sorvolo delle centrali, però, è rigorosamente vietato in un raggio di 5 chilometri dai siti e fino a una quota di 1.000 metri. In caso di violazione del divieto si rischiano un anno di carcere e 75.000 euro di multa.

Viaggiano senza pilota e possono trasportare esplosivi

I droni, alcuni dei quali sono veri gioielli di tecnica e consentono di trasportare alta tecnologia, sono dotati in genere di obiettivi e ricettori in grado di garantire informazioni preziose inaccessibili ad occhio nudo. Ne fa uso addirittura la stessa EDF, per sorvegliare la rete elettrica di Francia in zone di difficile accesso. Ma a bordo dei piccoli velivoli può esserci di tutto, dalle fotocamere e videocamere agli esplosivi. Dopo i primi sorvoli si era pensato a un’azione degli ecologisti, e d’altra parte Greenpeace, dal 2007, ha utilizzato a più riprese i droni per azioni di protesta contro le centrali, il più delle volte per dimostrare quanto sia facile l’accesso ai siti nucleari di cui si vanta l’impenetrabilità. Ma stavolta non si tratta dell’organizzazione ecologista e Yannick Rousselet, portavoce, si è subito tirato fuori, annunciando al contrario un’inchiesta del movimento per eliminare qualsiasi coinvolgimento di militanti. Il vero incubo di EDF è rappresentato dalla minaccia terroristica: una bomba a bordo di un drone, sganciata al momento giusto, potrebbe provocare una catastrofe. E in almeno due dei casi, i droni volavano sulle centrali perfettamente coordinati e simultanei a distanza di chilometri, a testimonianza di un’organizzazione ben collaudata che li dirige.

Alcune centrali sono a meno di 300 chilometri dall’Italia

Gli occhi sono da oggi rivolti verso EDF: è in grado, il gestore del nucleare francese, di impedire che i siti nucleari del Paese diventino oggetto di potenziali aggressioni dai cieli? Tra le centrali nucleari francesi interessate risulta quella di Penly, nell’ovest del Paese, e di Golfech, nel sud. Nel settembre 2011, in seguito all’incidente alla centrale giapponese di Fukushima l’Authority per la sicurezza nucleare francese (ASN) ha esaminato il grado di sicurezza di 19 impianti. È risultato che in caso di terremoto o comunque di interruzione dell’approvvigionamento di energia elettrica, ben otto impianti sembrano sprovvisti delle adeguate contromisure: Golfech, Civaux, Cattenom, Flamanville, Penly, Gravelines, Saint-Alban, Le Blayais.