Renzi glissa sui guai: boia chi molla, noi andiamo avanti

Boia chi molla, si va avanti.  Matteo Renzi, prima di entrare al Congress Centre di Davos, continua la rappresentazione rosa dell’Italia di fronte al gotha dell’economia mondiale e racconta  l’esperienza di una leadership che punta sulla trasformazione. Il premier, come da copione, minimizza sul braccio di ferro sulle riforme. «Il percorso di cambiamento che l’Italia ha iniziato sta continuando, è giusto che sia così e noi non ci fermiamo. Poi ci sono polemiche – ha aggiunto – discussioni, è normale, ma non si molla di un centimetro».

L’ottimismo

Glissa sistematicamente sulle polemiche sulla legge elettorale: «Le commissioni in Parlamento vanno avanti, si è discusso sulla pubblica amministrazione», ha spiegato il premier ribadendo come il percorso di ammodernamento continuerà. «Abbiamo promesso agli italiani che avremmo restituito orgoglio, speranza e onore al nostro Paese, lo stiamo facendo», ha aggiunto al Forum di Davos dove è atteso un suo speech sulle leadership del cambiamento.

L’assenza di Draghi

Per l’Italia, a Davos, partecipano anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il capo del dicastero delle Finanze Pietro Carlo Padoan e il governatore della Banca centrale Ignazio Visco. Tra i 2500 partecipanti attesi nella località svizzera ci sono poi top manager (tra loro i vertici di Telecom, Eni, Enel, Generali), i banchieri, gli economisti, i premi Nobel e anche le star dello spettacolo, come il tenore italiano Andrea Bocelli.

Da Mosca in 70

Nonostante i venti di guerra fredda con l’Occidente per la crisi ucraina, Mosca ha inviato al forum di Davos una delegazione molto nutrita con una settantina di persone. Segno, secondo i media nazionali, che la Russia vuole dialogare o comunque difendere le proprie politiche, anche se sarà difficile corteggiare gli investitori con una economia in recessione morsa dalle sanzioni occidentali e dal crollo del prezzo del petrolio. A guidare la delegazione è il primo vicepremier Igor Shuvalov.