Flop di visualizzazioni per il discorso di Capodanno di Beppe Grillo

Il discorso di fine anno di Beppe Grillo? Supera di poco le diecimila visualizzazioni su youtube. Un flop di dimensioni eclatanti se si considera che esattamente un anno fa oltre un milione di persone si erano collegate alla Rete per sentire i propositi politici del comico genovese. Segno di un interesse scemato nei confronti di Grillo e del Movimento 5 Stelle, tormentato da epurazioni, risse interne e diktat del suo padre padrone. L’ormai tradizionale discorso di Grillo (cominciò nel 1999 su un emittente satellitare a pagamento) assume i contorni di un abbandono da parte dei simpatizzanti ma anche dei semplici fan.

Un discorso (quasi) più noioso di quello di Napolitano

Nel suo discorso, alle luci del Quirinale, il leader cinquestelle aveva contrapposto il buio di un vecchio scantinato illuminato soltanto da una vecchia lanterna. Un controdiscorso che, dopo il suono delle fanfare inizia con Grillo che sussurra: «Siamo nel nuovo ufficio della Casaleggio associati dove aleggiano gli spiriti, quelli buoni, per cospirare, spifferare, parlare di cose cose come lealtà e onestà che fuori vengono percepite come rivoluzionarie o eversive. Noi siamo i veri eversori». L’immagine del comico ricorda quella del filosofo greco Diogene che girava con una lanterna alla ricerca della verità. È un discorso, a differenza di altri interventi, caratterizzato da toni calmi. Nessuna invettiva; c’è il sussurro è il riferimento ironico. «Cosa rimpiangeremo del 2014? Le balle di Matteo Renzi? L’attentato alla democrazia di due partiti, Pdl e Pd meno L, che si sono messi insieme per disfare la Costituzione?». L’attacco più duro arriva con gli auspici per il 2015: «Forse il 2015 ci porterà dei risultati straordinari. Può darsi che l’ebetino (Renzi, ndr) si leverà di mezzo. Forse ci darà una grande soddisfazione quando Napolitano che ha condiviso e sponsorizzato questo sfacelo si toglierà da questa posizione precaria; e Fi Italia non ci sarà più o avrà numeri da prefissi telefonici». Per la chiusura. Il leader pentastellato inforca gli occhiali e legge una fiaba di Italo Calvino, La pecora nera di Italo Calvino: «C’era un paese dove erano tutti ladri. La notte ogni abitante usciva con i grimaldelli. Il governo era un’associazione a delinquere a danno dei sudditi. E anche qui ci sono strane assonanze…». La Rete, intanto, insindacabile e inappellabile secondo il parametro grillino, ha già ha dato già il suo giudizio impietoso.