Nella Roma equa e solidale di Marino muore un clochard per il freddo

I residenti e i commercianti del quartiere lo conoscevano bene. Si aggirava in zona cercando un po’ di cibo. E, la sera, cercava riparo dove poteva, insaccando le sue povere cose dentro qualche androne, tentando di sfuggire alla morsa del freddo. Un freddo, quello degli ultimi giorni, tremendo, che stavolta gli è stato fatale. E’ morto così, per ipotermia, un clochard polacco di 40 anni. Il suo cadavere è stato trovato stamattina intorno alle 10 e 30, all’interno del suo giaciglio su un marciapiede in via Machiavelli, nel quartiere Esquilino a Roma, di fronte all’ingresso secondario di un hotel, nei pressi dell’uscita di emergenza, aveva con se una coperta e uno zaino. Non ce l’ha fatta a superare la gelida notte romana. Il medico legale che ha svolto un primo esame sul cadavere ha riferito che la morte è stata causata da assideramento probabilmente a seguito delle basse temperature che si registrano nelle ultime ore nella Capitale. La notizia è che nella Roma, equa, solidale e accogliente dipinta da Ignazio Marino con toni enfatici, nonostante i suoi slogan – o forse proprio per quelli, così rassicuranti e, al contempo, inutili – si muore ancora di freddo, i barboni muoiono ancora di freddo. O forse, semplicemente, quella Roma che Ignazio pubblicizza non esiste. Segno evidente che il sogno di Marino era ed è restato, appunto, un sogno.

Le bufale di Marino: rafforzata l’assistenza ai senzatetto

La morte del clochard polacco smentisce drammaticamente quanto sostenuto appena tre giorni fa da Marino: «Roma ha a cuore la protezione e la cura dei piu’ deboli. Dopo aver attivato il piano freddo, ho chiesto agli assessori di monitorare la situazione in città e rafforzare l’assistenza alle persone senza fissa dimora». Chiacchiere che non hanno salvato la vita al barbone polacco. «Abbiamo disposto da stasera l’apertura di tre fermate della metropolitana, Piramide, Vittorio Emanuele e Flaminio. I volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa distribuiranno coperte e bevande calde, in modo che non si tratti di un ricovero di fortuna ma della possibilita’ di dare a queste persone una assistenza a tutti gli effetti». Un’assistenza che, però, nel caso del senzatetto morto all’Esquilino, non c’è stata. L’uomo è stato, di fatto, lasciato solo a morire dal freddo. A gennaio scorso, sempre nella Roma accogliente e solidale di Ignazio Marino, altri due casi drammatici: due senza tetto romeni, di 46 anni e 47 anni, che frequentavano saltuariamente anche lo scalo di Fiumicino, erano morti nella Capitale dopo aver ingerito del liquido antigeloper difendersi dal freddo. L’ipotesi degli investigatori è che fra i clochard si sia diffusa una “bufala” letale secondo cui ingerire il liquido antigelo per auto – che ha un sapore vagamente alcolico – sarebbe utile per difendersi dal freddo.