Dopo la tv Renzi okkupa anche la radio: ”Faccio, risolvo e torno”

Continua senza sosta l’occupazione mediatica di Matteo Renzi. Piccolo schermo, radio, carta stampata: ovunque il premier dei miracoli  dispensa perle di rara saggezza e di sconfinato ottimismo. In attesa del discorso di fine anno a reti unificate, non si sa mai. Dopo la tv, okkupa la radio: a due giorni dal Natale e alla vigilia del Consiglio dei ministri si concede a Rtl con un’intervista a 360 gradi.

Marò

«Per la prima volta in tre anni il il governo indiano ha espresso il desiderio di una soluzione condivisa e concertata», dai microfoni di Rtl Renzi si intesta il «sicuro» successo che metterà fine al Calvario dei nostri marò che si trascina da febbraio 2012.«Il mio governo è assolutamente impegnato a corrispondere a questo impegno per una soluzione condivisa, ogni parola è di troppo. Non passa un giorno senza che pensi a quella vicenda e cerchi di risolverla con i canali della diplomazia».

Quirinale

«Non vorrei che “la nomina del presidente della Repubblica”diventasse come il gioco Indovina chi?», esorcizza con una battuta la patata bollente della successione di Napolitano che sarà un duro banco di prova della tenuta del governo, che oggi scricchiola come fotografano i sondaggi. «Dovremo deporre le armi del “voglio mettere lui” e discutere insieme del profilo del prossimo presidente. Non sono per niente preoccupato: sono molto tranquillo che troveremo una buona soluzione». Come sempre l’ex rottamatore pensa positivo.

Olimpiadi

Vede rosa anche sui Giochi Olimpici, neanche a dirlo. «Ce la giochiamo. Siamo preoccupati di quale sarà la città americana che sfiderà l’Italia per le Olimpiadi 2024: in campo Washington, Boston, Chicago. Sarà una bella sfida, ma noi siamo l’Italia e penso che ce la possiamo fare».

Jobs Act

«Nel 2015 ci saranno i primi effetti del Jobs act», assicura il premier, «qualche effetto già c’è. Abbiamo firmato gli accordi a Terni, Trieste, Piombino, abbiamo salvato Reggio Calabria con l’Ansaldo Breda, Gela, per Taranto arriva domani il Consiglio dei ministri con il decreto. Di realtà salvate e rimesse in campo ce ne sono tante».

Legge di stabilità

«È profondamente innovativa: i soldi si danno anziché toglierli. E questa volta i denari sono veramente ridistribuiti», dice con raro senso del ridicolo. «Abbiamo ridotto alle partite Iva le tasse di circa un miliardo, per circa un milione di destinatari, ma il meccanismo, molto intelligente e coerente dal punto di vista tecnico, fa molto arrabbiare i giovani professionisti perché la suddivisione interna dell’intervento ha premiato un po’ troppo i commercianti e gli artigiani mentre per i giovani avvocati e giovani architetti aumenta il peso». Per i prossimi mesi Renzi annuncia un ritocchino sulle giovani partite Iva. «È  sacrosanto e me ne assumo la responsabilità». Ma allora anche lui può sbagliare?