Andriola, studioso delle destre: la Lega non ce la fa se si affida solo a Salvini

Un saggio sulle destre europee identitarie e populiste, con particolare attenzione al fenomeno Front National e alla recente fase “salviniana” della Lega Nord. Si intitola La nuova destra in Europa (ed. Paginauno)  e lo firma un giovane saggista, Matteo Luca Andriola, studioso dell’estremismo di destra, il quale rintraccia nel pensiero di Alain de Benoist il nocciolo ideologico da cui le destre da lui esaminate traggono ispirazione.

Ma queste destre non sembrano poi così nuove…

Nel corso del libro ho approfondito la storia del Grece in Francia e quindi tutta la sua evoluzione fino ai nostri giorni. Ma “nuova destra” è concetto che si collega subito ad Alain de Benoist e per questo ho ritenuto di doverlo usare.

Alain de Benoist è un populista?

Direi di no, piuttosto lo trovo vicino a certi marxisti critici come Costanzo Preve o anche ai movimenti no global. Però all’interno dei partiti di destra che esamino nel mio libro ci sono intellettuali che si richiamano alle sue idee. In de Benoist è forte l’insistenza sulla differenza come valore, che affonda le sue radici  nel concetto di diseguaglianza. Un’idea di destra. Così come è di destra il modello comunitario di cittadinanza legato all’identità etnica.

Che cosa’hanno in comune Marine Le Pen e Salvini?

Il desiderio di combattere i meccanismi decisionali che esistono in Europa e la struttura finanziarizzata dell’Ue che sta calpestando i diritti dei popoli e degli Stati. I populismi nascono come reazione a questo modello di Unione europea e ne evidenziano le contraddizioni, per questo trovano consenso.

Ci sono anche differenze però…

Il FN è sempre stato all’opposizione mentre la Lega dal ’94 a fasi alterne è stata una forza di governo. Non può bastare il solo volto di Salvini a far dimenticare tutti i trascorsi della Lega. Il ricambio della classe dirigente dovrebbe essere più profondo e deciso.

La Lega è una forza di destra?

In questo momento sì e riesce ad attrarre fasce di elettorato che non hanno più un referente come An, e anche elettori delusi dalla fusione di An e FI che diede vita al Pdl.  La Lega attira poi tutti i movimenti della galassia dell’estrema destra: e non ci sono solo i collegamenti con Casapound.  Già dagli anni Ottanta c’era un dialogo tra la Lega e la rivista Orion. Gilberto Oneto, che ha introdotto nella Lega il simbolo del Sole delle Alpi, e lo stesso Borghezio, provengono dal mondo della destra radicale.

L’alleanza di Lega, FI, FdI e Ncd può funzionare?

Può funzionare ma la gente si farebbe qualche domanda. Per esempio sul rapporto con l’Europa. E poi se si dice che si vuole rifondare il centrodestra come si fa a farlo uguale a come è sempre stato? Dov’è la novità?

Il leghismo può sfondare nel Sud?

Può radicarsi attraverso liste civiche autonome, o anche attraverso i circoli che già si stanno aprendo. Ma certo è impensabile che giunga a percentuali del 20% come avviene al Nord.