Ecco le 20 promesse non mantenute da Renzi. Lo chiamavano “il bomba”

Matteo Renzi veniva soprannominato il bomba dai compagni di classe. Prima della fulminante carriera che l’ha portato a Palazzo Chigi era già noto come uno che amava spararle grosse, a tal punto da meritarsi un nomignolo che dice tutto sulla sua attitudine a raccontar balle. Recentemente è stato accusato di essere affetto da annuncite perché promette al paese grandi soluzioni ai problemi, investimenti e riforme, ma puntualmente non mantiene nulla di quel che dice. Per rendere più chiara quanto sia grave l’annuncite del bomba fiorentino basta scorrere queste venti promesse mancate, con date, argomenti e cifre.

Ecco l’elenco delle promesse non mantenute

1) “La Cassa depositi e prestiti in 15 giorni permetterà di sbloccare i 60 miliardi bloccati per i debiti della pubblica amministrazione” (25 febbraio).

2) “Entro un mese diamo il percorso preciso su quando e dove prendiamo i soldi per la riduzione a 2 cifre percentuali del cuneo fiscale” (25 febbraio).

3) “Censimento sul patto di stabilità entro il 10 marzo” (26 febbraio).

4) “Mercoledì, per la prima volta, si abbassano le tasse” (10 marzo).

5) “Entro il 1° aprile stanzieremo 3,5 miliardi per l’edilizia scolastica e insedieremo una specifica unità di missione presso la Presidenza del Consiglio che si occupi della questione (12 marzo).

6) “Se non abbiamo sbloccato tutti i debiti della pubblica amministrazione, vado in pellegrinaggio a piedi da Firenze a Monte Senario” (14 marzo).

7) “Abbiamo abolito le Province, avanti come un rullo compressore” (3 aprile).

8) “Il Pil sarà a +0,8% entro l’anno, queste sono stime estremamente previdenziali spero quindi di essere smentito positivamente” (8 aprile).

9) “Abbiamo tolto dal patto di stabilità interventi su sicurezza sociale, saranno 3,5 miliardi di euro” (23 aprile).

10) “Subito 15 mila assunzioni nella pubblica amministrazione” (15 maggio).

11) “Dal 2015 gli 80 euro anche a pensionati e partite IVA” (23 maggio).

12) “Legge anticorruzione la prossima settimana” (7 giugno).

13) “Dal 1° settembre stanzieremo 43 miliardi per i cantieri” (23 luglio).

14) “Italiani andate in vacanza sereni, a settembre ci sarà una grande ripresa col botto” (1° agosto).

15) “Il blocco salariale è solo una chiacchiera estiva” (21 agosto).

16) “Il 29 agosto vi stupiremo con la riforma della scuola” (23 agosto).

17) “Sul lavoro sfidiamo i poteri forti” (26 settembre).

18) “Dal 2015 100 euro in più in busta paga col Tfr” (1° ottobre).

19) “Entro 10 anni Italia Paese guida UE” (2 ottobre).

20) “8 miliardi di tasse in meno nella legge di stabilità” (15 ottobre).

Ed ecco la realtà dei fatti

Purtroppo la realtà vissuta dagli italiani dopo nove mesi di annunci del premier è ben diversa. Nessuno ha visto la crescita “col botto”, l’aumento del Pil dello 0,8% è diventato invece un calo dello 0,2, non si sono viste le 15.000 assunzioni nella pubblica amministrazione, la riforma della scuola ancora non c’è, i soldi del Tfr i lavoratori non li vogliono perché hanno capito che si tratta di una truffa a loro danno, la legge sulla stabilità non abbassa le tasse di 8 miliardi ma le aumenta, il blocco salariale sarà esteso al 2015, ai cantieri sono andati solo gli spiccioli, gli 80 euro al mese anche a pensionati e partite Iva sono un miraggio, le province esistono ancora e il cuneo fiscale non è stato ridotto. Basta scorrere queste venti promesse mancate e vedere quali sono stati i risultati per capire per quale ragione i compagni di scuola decisero di soprannominarlo il bomba.