“Rimborsopoli” in Piemonte: accusati due assessori della Giunta Chiamparino (centrosinistra)

Si abbatte anche sulla Giunta Chiamparino la tempesta giudiziaria di “Rimborsopoli”, che aveva già colpito la Giunta Cota. Mentre l’ex governatore leghista, insieme a 24 ex consiglieri di diversi partiti, si prepara all’avvio del processo con l’accusa di peculato, il gip di Torino Roberto Ruscello ordina l’imputazione coatta per una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte. La decisione colpisce tra gli altri anche due consiglieri che nel frattempo sono diventati assessori della nuova Giunta di centrosinistra:Monica Cerutti di Sel, che ha la delega alle Pari opportunità, e Aldo Reschigna del Pd, vicepresidente della Giunta con delega al Bilancio. L’imputazione coatta riguarda inoltre il segretario regionale del Pd, Davide Gariglio, oggi capogruppo dei democratici a Palazzo Lascaris. «Sia dignitoso e si dimetta», tuonava il senatore piemontese del Pd, Stefano Esposito, all’indirizzo di Roberta Cota, quando l’accusa di aver chiesto rimborsi indebiti toccò a lui. Oggi gli esponenti democratici colpiti dal provvedimento sostanzialmente preferiscono non parlare, trincerandosi dietro o “no comment” o dietro battute minimizzanti.
In totale erano sedici le richieste di archiviazione presentate dai pm al gip, che però ne ha accettate solo sei, fra cui quella dell’ex presidente, oggi europarlamentare, Mercedes Bresso. Ora la Procura avrà tempo dieci giorni per formulare il capo di imputazione per i dieci indagati. I democratici, per i quali ora i pm sono obbligati a chiedere l’imputazione, sono in totale sei: oltre ai tre “big”, si tratta di Eleonora Artesio, Stefano Lepri e Angela Motta. Quattro in totale, invece, sono gli esponenti dell’area di centrodestra: Fabrizio Comba, Giampiero Leo, Gianluca Vignale, Luca Pedrale. Per tutti l’ultima parola spetterà al gup che, in sede di udienza preliminare, deciderà se dovranno essere processati o meno.