Partita della pace, il Papa ai calciatori: «Le religioni non siano mai un veicolo di odio»

«Le religioni sono chiamate ad essere vincolo di pace, mai di odio». Mentre il mondo offre scenari di guerra, Papa Francesco “gioca” la sua partita della pace. Allo stadio Olimpico i fuoriclasse di ieri e di oggi, da Maradona a Messi, da Roberto Baggio a Totti, Zidane, Ronaldinho, Del Piero e Buffon, fino a Ezequiel Lavezzi (il giocatore del Paris Saint-Germain) e al centrocampista argentino Javier Mascherano si sono dati appuntamento per la “Partita interreligiosa della pace”. A volere questa kermesse è stato il Pontefice in persona, e non solo a causa del suo amore per il “futbol” ma anche, e soprattutto, perché lo sport più amato del pianeta è uno strumento formidabile per lanciare messaggi positivi a un mondo che ne ha disperatamente bisogno, visto che proprio il Papa di recente ha parlato di terza guerra mondiale in corso. Prima della partita Papa Francesco ha incontrato nella sala Nervi i protagonisti del match benefico. Durante l’udienza agli sportivi ha auspicato che l’incontro possa essere il gesto di «una nuova era in cui i popoli non alzeranno più la spada l’uno contro l’altro». Il ricavato dell’elenco sarà destinato a finalità caritative. In prima fila Diego Armando Maradona. «Possa l’incontro ravvivare la consapevolezza – ha detto ancora il Pontefice – dell’impegno perché lo sport sia un apporto alla pacifica convivenza. Allargate i vostri cuori da fratelli a fratelli. Questa è la dimensione più autentica dello sport». Poi il ringraziamento «perché avete prontamente aderito al mio desiderio di vedere campioni e allenatori di varie religioni confrontarsi in un evento basato sui valori dell’amicizia e della pace». Bergoglio ha definito la partita «un gesto simbolico per costruire la cultura dell’incontro, perché credenti di fedi diverse, conservando la loro propria identità, possano convivere in armonia e nel reciproco rispetto». Secondo Papa Francesco, «lo sport, e in particolare il calcio, è un fenomeno di grande incidenza nella società. La gente, i giovani hanno grande ammirazione per gli atleti: è importante dare l’esempio dentro e fuori dal campo. Lo sport è gioco, festa, dev’essere valorizzato con il recupero del senso della gratuità».