«Niente bacio lesbico nello spettacolo o vi facciamo pagare l’auditorium». E la sinistra s’infuria

Il ragionamento della sinistra è scontato, ripetitivo, allarmistico: la grande Italia viene identificata in quella che si esalta, applaude, si entusiasma per un bacio lesbico. La piccola Italia, invece, è quella che dice no, proprio non ci siamo. E se c’è di mezzo uno spettacolo, una mostra o una qualsiasi altra forma artistica apriti cielo: negare il patrocinio è segno di omofobia e si finisce dritti sul banco degli imputati.È quel che sta accadendo al Comune di Lavis, nel Trentino, che ha negato l’appoggio allo spettacolo dedicato alla pittrice messicana Frida Kahlo, dove il momento-clou è – guarda caso – il bacio tra due persone di sesso femminile. «Una scena che richiama l’amore tra due donne non la possiamo ammettere – avrebbe detto l’assessore alla Cultura, che è una donna – Si rischierebbe di far passare il messaggio che ciò è accettabile come l’amore tra un uomo e una donna. Per questo dovrebbe essere tagliata quella parte di spettacolo». Immediata la reazione della sinistra, che subito ha preparato il plotone di esecuzione: «C’è un’Italia, a Roma, che rende omaggio a una grande artista, Frida Kahlo, e la cui mostra dedicata viene ricompensata con un successo internazionale. Poi c’è un’Italia più piccola e anche un po’ misera, rappresentata dalla giunta di Lavis, che nega il patrocinio a uno spettacolo dedicato alla pittrice messicana perché in un passaggio scenico due donne ballano tra loro in maniera sensuale e si baciano sul collo», ha denunciato il vendoliano Marco Furfaro. Il Comune non poteva e non doveva censurarlo, quindi, alla faccia della libertà di pensiero. Ma forse la rabbia della sinistra è un’altra: quel ballo sensuale costa allo spettacolo il mancato patrocinio. E quindi il pagamento dell’auditorium, che con il patrocinio sarebbe stato gratuito.