La beffa della “spending review” renziana: per tagliare gli sprechi si aumentano i biglietti dei bus

Da giorni il premier si riempie la bocca con i futuri risparmi derivanti dal grande lavoro del supercommissario agli “sprechi” Carlo Cottarelli, un uomo che si mostra tutto d’un pezzo quando si tratta di entrare con la mannaia sulle spese inutili della grande e complessa macchina amministrativa dello Stato. A parole è tutto molto semplice, basta andare in tv e dire che da oggi in poi si adotterà la linea dura contro il superfluo. Ma siamo già al terzo supercommissario in quattro anni, un motivo ci sarà. Il problema è che quando si mettono le mani nei conti pubblici spesso si rimane scottati: può accadere, così, che quando si annuncia al mondo, con grande enfasi, che si farà giustizia dei carrozzoni pubblici, non si trovi poi altra soluzione che scaricare sui cittadini il peso di questa grande operazione di moralizzazione renziana.

L’ultimo delirio, in tema di finta “spending review”, è l’annuncio di possibili risparmi per mezzo miliardo di euro dai tagli alle partecipate comunali: un annuncio in sede pubblica al quale ha fatto seguito la richiesta, in sede privata, alle stesse “controllate”, di provvedere in altro modo a compensare i mancati trasferimenti statali. In pratica, nel caso di Roma, Cottarelli ha chiesto all’Atac una pesante cura dimagrante  invitandola a rivalersi sui cittadini attraverso l’aumento dei ticket e degli abbonamenti degli autobus. Il supercommissario (che guadagna circa 12mila euro al mese e forse non va in bus) è stato perfino magnanimo, con una raccomandazione ulteriore: «Aumentate i biglietti ma non troppo, altrimenti si incoraggia l’uso dell’auto privata, aumenta il traffico e aumentano anche i costi del servizio pubblico» (Corriere della Sera). Cottarelli invoglia le vittime della sua (peraltro giustificatissima) mannaia a inasprire le tariffe dei servizi di trasporto finendo, scaricando così sull’utenza finale le colpe della malagestione di quegli stessi “tacchini” che intende punire.In questo caso il “buco” dell’Atac è pari a 150 milioni di euro nel 2012, niente male: ma se la soluzione per risanare è fare cassa nel modo più vile, allora di Cottarelli potevamo fare tranquillamente a meno. Così rischiamo di assistere all’ennesima beffa targata Renzi, con la stessa ingannevole triangolazione avvenuta per gli 80 euro in più in busta paga, regalati dal governo ai cittadini ma “mangiati” dai rincari della Tasi. Quelli, però, decisi dai Comuni, non da Renzi…