In Cina avvocato dissidente perseguitato dal regime comunista

Un mese dopo aver terminato di scontare cinque anni di prigione, l’avvocato cinese Gao Zhisheng è ancora perseguitato dalle autorità comuniste, che gli impediscono di curarsi e di muoversi da Urumqi, una città nella Cina del nordvest dove attualmente vive ospite da una famiglia di parenti. Lo ha denunciato in una lettera diffusa su Internet Teng Biao, uno dei protagonisti del “movimento degli avvocati” cinesi, che è sfuggito all’arresto emigrando e che ora insegna all’università americana di Harvard. Teng afferma che Gao Zhisheng sta perdendo tutti i denti, riesce a malapena a parlare a causa delle violenze e della denutrizione alle quali è stato sottoposto in carcere e riceve due visite al giorno da agenti di polizia, che gli chiedono di rendere conto di tutte le sue attività, inclusi i libri che legge. «Queste immotivate intrusioni possono sembrare strane a chi vive in altri Paesi, ma in Cina le autorità si comportano come se ti possedessero e possono fare tutto quello che vogliono», scrive Teng. Gao Zhisheng è stato uno degli avvocati più popolari della Cina e nel 2001 fu nominato tra i dieci migliori legali del Paese dal ministero della Giustizia. E’ incorso nelle ire delle autorità comuniste a partire dal 2005, quando ha difeso alcuni membri della setta del Falun gong e ha denunciato le torture alle quali i suoi clienti venivano sottoposti in prigione.