Il governo italiano nel mirino della Marina militare: «Incapace di risolvere il dramma dei marò»

«È possibile che un governo come quello italiano che sostiene di voler riformare tutto e tutti, non sia capace di trovare una soluzione politica con una nazione democratica come l’India?». È quanto si chiede Antonello Ciavarelli, maresciallo della Guardia costiera della Marina militare e delegato del Cocer interforze, riferendosi alla situazione dei due marò pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati. «Non si può pensare – aggiunge Ciavarelli – e attendere che il problema venga risolto dalla magistratura indiana che dopo quasi mille giorni, ancora non ha fissato un capo di imputazione. Il problema è politico perché i due fucilieri erano in missione per conto dello lo Stato». Non devono essere invece «due innocenti – sostiene il delegato Cocer – a rispondere al posto di chi ha consentito “ingenuamente” che la nave entrasse nelle acque territoriali indiane, e di chi non è stato capace a gestire la questione facendoli rientrare in India dopo l’annuncio che sarebbero rimasti in Italia. In questo senso si vede solo una oggettiva e inspiegabile inerzia e incapacità, anche di questo governo, nell’affrontare il problema e di portarlo all’attenzione della comunità internazionale». Secondo Ciavarelli, in merito alla «vicenda dei due colleghi ingiustamente trattenuti in India servirebbe, da parte del mondo in divisa, una mobilitazione superiore a quella che si sta attuando in questi giorni contro i tagli del governo sugli stipendi dei militari e poliziotti». Riguardo il caso del rientro richiesto per motivi di salute di Massimiliano Latorre, il delegato Cocer fa rilevare «che è desiderio di tutti gli uomini in divisa, compreso gli appartenenti alle forze di polizia e soccorso pubblico, riabbracciarli entrambi quanto prima nel pieno delle loro forze e in piena salute e non aspettare che si ammalino seriamente».

Continuano anche le manifestazioni di solidarietà. Più di 150 persone si sono radunate davanti alla prefettura di Bologna per chiedere al governo italiano di intervenire nella questione dei due Marò. «Riportiamoli a casa» lo slogan del presidio promosso dal consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami, presente con gli altri manifestanti in piazza. Diversi i tricolori esposti, mentre su alcuni cartelloni erano scritte frasi come “Salviamo i nostri Marò” e “Torniamo ad essere una nazione”. «Abbiamo raccolto firme – ha spiegato Bignami – da consegnare al prefetto, in quanto rappresentante territoriale del governo».