Renzi e la Boldrini si vestono da scout: “The show must go on”, lo spettacolo deve continuare

Trentamila scout sono una bella cifra, specie se c’è la possibilità di incontarli tutti insieme, stringere mani, dare qualche pacca sulle spalle, distribuire sorrisi sotto i flash dei fotografi e tra gli applausi della claque. Davvero una bella cifra, tren-ta-mi-la – a sistemarli in fila indiana ci vuole un’eternità, mantenerne il conto è quasi impossibile – un numero che magari, se curato bene, potrebbe trasformarsi in un robusto bottino elettorale. E i bottini elettorali fanno gola alla nuova generazione dei politici alla “tutto fa spettacolo”, rappresentati in modo perfetto da Matteo Renzi e Laura Boldrini. Non è un caso se ambedue si sono precipitati a  dire sì per mettersi in bella mostra a San Rossore (Pisa) nella giornata di chiusura  della Route nazionale dell’Agesci, a stretto contatto con i 30.000 scout che hanno partecipato alle manifestazioni. Domenica 10 agosto, una data da non dimenticare, meglio di un comizio affollato in campagna elettorale, meglio di un tour nelle periferie. I due dell’apocalisse politica non si lasciano sfuggire una sola occasione, figuriamoci questa. Renzi è andato persino ad ammirare i resti della Concordia, accompagnato dalla sua famigliola affettuosa, non poteva rinunciare al raduno e non metterci bocca. Per lui è come la comparsata ad Amici, sotto lo sguardo attento di Maria De Filippi. È l’ennesima chance di fare la passerella, come ai tempi del look alla Fonzie o della bandana per scopiazzare l’idea del Cav.  Lo stesso vale per la Boldrini, la regina delle gaffe, la più bersagliata dal web, ma onnipresente. Di che si parla al raduno? Un riassunto delle varie tavole rotonde:  «Il coraggio di amare, il coraggio di farsi ultimi, il coraggio di essere chiesa, il coraggio di liberare il futuro, il coraggio di essere cittadini». Perfettom per il duo Matteo & Laura. Inutile individuare il pensiero di Renzi sul «coraggio di amare». A lui e alla Boldrini basta vestirsi da scout. Per invadere – come al solito – le pagine dei giornali e i programmi televisivi. Avviene da mesi, alla faccia della par condicio.