Alfano “geloso” del patto Renzi-Berlusconi teme di essere condannato alla marginalità

L’incontro imminente tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi non preoccupa soltanto le frange più oltranziste della sinistra. In allarme c’è anche il Nuovo Centrodestra di Alfano che teme di essere relegato in un ruolo marginale. Non solo, diversi segnali arrivati negli ultimi giorni lasciano pensare alla probabilità di un futuro ingresso di Forza Italia nel governo Renzi. Una mossa che segnerebbe l’inconcludenza dell’operazione fin qui portata avanti da Alfano e dai suoi. È stato Il Mattinale di Renato Brunetta a lanciare il sasso due giorni fa: per una cura choc dell’economia a settembre gli azzurri sono disponibili purché non si aggiungano altre tasse. E oggi il premier, intervistato da Repubblica, promette che non ci saranno manovre correttive, che le tasse non saranno aumentate, che i miliardi che servono verranno reperiti tagliando la spesa. Ma dice anche che la cultura del fare insieme le riforme dopo anni di conflitto tra la sinistra e Berlusconi rappresenta un salto di qualità, uno step utile a un Paese più maturo. Di qui i crucci di Alfano, che teme di essere messo da parte. Se anche per risanare la finanza pubblica si dovesse tirare in ballo l’aiuto determinante di Forza Italia che ci sta a fare il suo Ncd? Così domenica ha messo le mani avanti: Forza Italia? “Non credo che abbia l’unità e la forza per chiedere un rientro nel governo”. E ancora: “Forza Italia è molto mutevole. La scorsa settimana parlava di opposizione sui temi economici affidata a Brunetta. Ora non so se sia cambiata questa linea”.

E alla vigilia del colloquio Renzi-Berlusconi che rafforzerà il Patto del Nazareno il Ncd punta i piedi sulle preferenze. Prima la richiesta è arrivata da Alfano, oggi viene ribadita da Renato Schifani che avverte il premier: “Sento parlare con insistenza del Patto del Nazareno e dell’essenzialità del ruolo di Forza Italia. Giusta l’apertura sulle riforme alle opposizioni, ma questo – sottolinea Schifani – non può far dimenticare che esiste una maggioranza politica con la quale Renzi quotidianamente si dovrà confrontare”.