Riforme, la Boschi elogia Berlusconi. Ma “Il Mattinale”: «Sono pasticcini, all’Italia serve una cura shock»

Esulta il ministro Boschi all’indomani del via  libera da parte della commissione Affari costituzionali al testo di riforma del Senato che approderà lunedì in Aula. L’esultanza è tale che la soave esponente del governo trova anche il modo di elogiare Berlusconi (non si tratta di un semplice atto di diplomazia, perché Verdini ha faticato non poco, per conto di Silvio,  a vincere i diffusi mal di pancia all’interno del gruppo di FI in Senato). Al dunque la Boschi dice, in una intervista al Corriere della Sera,  che Berlusconi ha dato «una prova di serietà e concretezza che non possiamo non riconoscere», e se ora il Cavaliere dovesse cambiare linea – aggiunge – «dovrebbe spiegarlo agli italiani e anche al suo stesso elettorato, che questa riforma la voleva e la vuole».  Ma qui forse il ministro si lascia prendere un po’ troppo dall’entusiasmo, visto che gli italiani in questo momento hanno ben altre preoccupazioni per la testa. E a ricordare questa sacrosanta verità è proprio Il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff del gruppo FI della Camera . «Le riforme istituzionali – si legge nello scritto – sono una cosa seria, importante eccetera. Ma rispetto all’abisso della crisi sono una discussione su quali pasticcini sono più adatti al tè verde. Sono riforme chic quando invece l’Italia – e l’Europa con lei – hanno bisogno di riforme shock. Ci sono sinistri scricchiolii come quelli che precedono un cedimento strutturale di una grande casa». Il Mattinale poi precisa:  «Non siamo qui a fare i gufi. La linea di FI guidata da Silvio Berlusconi mostra la sua utilità per il Paese. Tiene insieme dialogo e unità. Ha permesso così l’emergere di una volontà riformatrice che non sceglie il compromesso-la-qualunque, ma consente di arrivare a miglioramenti reali dei testi: la proposta originaria del governo era imbevibile, la Goletta Verde l’avrebbe bocciata anche per farvi il pediluvio, tanto era inquinata di autoritarismo rosso». Insomma, avanti con giudizio. In attesa di tempi migliori.