Riforme, Gasparri insiste sul presidenzialismo. Apertura della Boschi: «In agenda dopo l’approvazione del nuovo Senato»

Nonostante l’appello all’unità lanciato da Renzi, nel Pd c’è chi dice senza peli sulla lingua che non voterà in aula il testo sulle riforme. «Non esiste una democrazia senza cittadini. Compito nostro dovrebbe essere non chiuderla in piccole stanze di addetti ai lavori». È il monito del senatore “dissidente” del Pd Vannino Chiti, che nel suo intervento in aula ha difeso la scelta a favore dell’eleggibilità di Palazzo Madama ed ha ammonito sul presidenzialismo: «Ci si rende conto di quel che si fa o si scherza con il futuro del Paese?». Prima in un’intervista alla Stampa aveva annunciato che «se il testo manterrà questi limiti non lo voterò per rispondere alla mia coscienza» anche se aveva escluso di lasciare il partito: «Perché dovrei?».

Ma il tema del presidenzialismo l’ha rilanciato stamane in aula Maurizio Gasparri. Durante il suo intervento il senatore azzurro ha puntualizzato che «non è una questione di tigna, ma è la difesa di un principio di democrazia partecipativa. Viviamo da anni in una condizione di presidenzialismo sostanziale. D’altra parte la nomina di un senatore a vita che poi il giorno dopo diventa presidente del Consiglio cosa altro è se non un atto di presidenzialismo sostanziale? Chiedo che si discuta in aula questo tema. Ho ripresentato emendamenti in tal senso e mi auguro si possano votare per contribuire in maniera costruttiva al processo di riforme». In uno, pur non cambiando le attuali funzioni del capo dello Stato, ha spiegato ancora Gasparri, si prevede che il corpo elettorale sia composto da tutti gli italiani. «Un altro, invece, prevede che sia il Parlamento a eleggere il presidente della Repubblica ma, qualora alla terza votazione non si raggiunga il quorum, si passi la parola ai cittadini. Chiedo che su questo ci si confronti». Forza Italia, ha detto ancora Gasparri, «non si è iscritta al partito del no. Vuole che le riforme si facciano, anche se questa è una riforma parziale. Non rinuncia a poter discutere di presidenzialismo perché è un tema attualissimo».

A distanza è arrivata la risposta del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, che sul presidenzialismo ha aperto, ma per il futuro: «Oggi il tema è il nuovo Senato e io sono serena: il treno corre. Mi auguro che non ci siano slittamenti: si deve votare e andare avanti con il nostro lavoro. Insisto: il nuovo Senato e la riforma del Titolo V sono un’urgenza per il Paese. Una volta approvata la riforma del Senato possiamo mettere a tema il presidenzialismo».