Gioco d’azzardo, bene la Sampdoria: rompe il contratto con lo sponsor Gamenet

Si amplia sia pur gradualmente la platea di chi con coraggio assume decisioni di contrasto al gioco d’azzardo. La discesa in campo – è il caso di dire – della Sampdoria su questo terreno di gioco pericoloso è stato salutare. La scelta del club genoano di non rinnovare il contratto di sponsorizzazione con uno dei maggiori concessionari per il gioco d’azzardo, la Gamenet, dimostra grande sensibilità a un problema sociale che sta raggiungendo livelli di guardia. Ua presa di posizione che non è neanche indolore dal punto di vista di vista economico come chi sa cosa significhi per un club di serie A rinunciare allo sponsor ufficiale. L’ufficialità della rinuncia della Sampdoria risale a fine maggio quando, durante il Workshop MSC e Sampdoria, svolto sulla nave MSC Sinfonia, il patron Vittorio Garrone aveva dichiarato netto: «Gamenet non sarà più sponsor dell’U.C. Sampdoria dal 30 giugno e la maglia sarà senza sponsor anche se stiamo trattando con una realtà locale. Non sono mancati i ringraziamenti ufficiali da parte delle autorità cittadine.  Il sindaco di Genova Marco Doria a margine di un convegno a palazzo Tursi per la Giornata annuale contro la ludopatia ha lodato la decisione della Samp di lasciare lo sponsor Gamenet. Il Comune ha consegnato le prime vetrofanie “Non azzardatevi, qui il gioco d’azzardo resta fuori” agli esercizi commerciali e ai circoli ricreativi che hanno scelto di non avere slot machine. Analoghe iniziative e e campagne “no slot” hanno avuto come capofila  in molte città il centrodestra. A Milano c’è un disegno di legge presentato in giunta proprio dal centrodestra. La guardia deve essere tenuta alta sulla malattia per il gioco d’azzardo che di nascosto dai genitori sono presi nella rete del vizio della scommessa on line. E i dati a riguardo, forniti dalla recente indagine nazionale sul gioco d’azzardo nei minori, promossa dalla Società Italiana Medici Pediatri (Simpe) e dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), non lasciano margini al dubbio: almeno 800.000 ragazzi italiani, fra i 10 e i 17 anni, giocano d’azzardo. Ovvero, il 20%, uno su 5.