Bergoglio e Peppa Pig fra i più amati anche al Salone del libro: i loro titoli si piazzano al top delle vendite

Non sono degli scrittori professionisti e, anzi, ognuno a suo modo ha ben altro di cui occuparsi. Eppure, al Salone del libro di Torino, hanno trionfato per vendite e interesse suscitato al pari di quelle che vengono definite “penstar”. Si tratta di Papa Francesco e Peppa Pig. Si sono piazzati ai vertici delle classifiche della kermesse, che lunedì ha chiuso la sua ventisettesima edizione. Bergoglio si è confermato amatissimo anche fra i lettori, sia con il suo Evangeli gaudium, proposto in versione tascabile dalle Edizioni Paoline, sia come protagonista delle vignette satiriche di Roberto Benotti, raccolte nel volume I love Francesco, edito dalla casa religiosa Elledici. L’associazione Sant’Anselmo, poi, ha segnalato un vero e proprio boom di visite e acquisti al proprio stand, dove sono state vendute 980 copie dei libri che edita, con un aumento del 50% rispetto al 2013. A fare da traino, come campione d’incassi, è stato ancora il Pontefice, con il libro intervista Papa Francesco. Il nuovo Papa si racconta. Conversazione con Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti. Peppa Pig, invece, ha contribuito al successo del Gruppo Gems, conquistando un posto nella pole position dei libri per ragazzi. Per il resto, le classifiche generali non hanno riservato particolari sorprese. Fra i best seller si sono attestati autori e titoli che già si erano segnalati sul mercato, anche prima del Salone. Da Un’idea di destino, i diari inediti di Tiziano Terzani, a La magia di un Buongiorno di Massimo Gramellini, fino a Il nero e l’argento di Paolo Giordano, appena uscito. Da sottolineare, invece, il bilancio positivo per l’intera manifestazione, che dopo gli anni difficili, interrotti dalla timida ripresa della scorsa edizione, per questo 2014 può vantare un incremento di visite e di acquisti notevole. Gli ingressi sono stati il 3% in più, in termini assoluti circa 10mila, mentre l’aumento medio delle vendite è andato dal 10 al 20% a seconda dei gruppi editoriali.