Ucraina, occhi puntati sul vertice di Ginevra. Prime vittime tra i filorussi

Tutti gli occhi sono puntati su Ginevra, dove Stati Uniti, Russia, Ue e Ucraina cercheranno di trovare un punto di incontro per placare le tensioni nell’ex repubblica sovietica. La situazione nel Paese è critica: per il presidente russo Vladimir Putin, Kiev è ad un passo dalla guerra civile, mentre la Casa Bianca annuncia di avere già pronte nuove sanzioni contro Mosca, da adottare nei tempi opportuni. Tra le richieste di Kiev a Ginevra ci sono il ritiro delle truppe russe dalla Crimea e dal confine ucraino e la revoca dell’autorizzazione del Senato di Mosca all’uso dell’esercito in Ucraina. Inoltre, il premier Arseni Iatseniuk vuole il ritiro immediato dei gruppi di intelligence e sabotaggio del Cremlino e la richiesta da parte della Russia ai manifestanti di liberare gli edifici amministrativi occupati. La situazione ucraina nelle prossime ore tornerà anche sul tavolo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York, mentre il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha spiegato che l’Alleanza ha preso «nuove misure per rispondere alla crisi». Rasmussen ha precisato che verranno rafforzati «i dispiegamenti via terra, aria e mare». Si è poi appreso che Iulia Timoshenko vuole l’introduzione dello stato d’emergenza nell’Ucraina dell’est per consentire alle forze armate di intervenire senza restrizioni contro i ribelli filorussi che hanno occupato gli edifici amministrativi: ciò comporterebbe il rinvio delle presidenziali del 25 maggio, dove è candidata.
Sul campo intanto la situazione è sempre più critica. Almeno tre persone sono morte e tredici sono rimaste ferite nel corso di scontri armati tra le forze di polizia ucraine e quelle dei filorussi scoppiati mercoledì sera e proseguiti nella notte a Mariupol, nella regione ucraina orientale di Donetsk, secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno di Kiev Arsene Avakov. Morti e feriti, secondo Avakov, sono tutti del fronte filorusso. Secondo la sua versione, mercoledì sera 300 sconosciuti armati hanno assaltato la sede delle truppe del ministero dell’Interno di Mariuopol, città sul Mar Nero ad una trentina di chilometri dal confine con la Russia, tentando di sfondare la porta d’ingresso, lanciando bottiglie molotov e chiedendo la consegna delle armi. I militari ucraini dapprima hanno sparato in aria a scopo intimidatorio, poi hanno aperto il fuoco riuscendo a disperdere gli aggressori. Successivamente è iniziata una operazione di rastrellamento, nella quale sono state fermate 63 persone e sequestrate armi, nonché mezzi di collegamento e telefoni di operatori russi. Sul posto sono stati inviati elicotteri e uomini dei reparti speciali Omega.