Brunetta porta in aula lo scandalo dei maxi-compensi Rai, il governo si “dimentica” di rispondere

«Siamo all’ennesima presa in giro da parte del governo Renzi. Intendo stigmatizzare il suo gravissimo atteggiamento di disprezzo nei confronti del Parlamento». Duro j’accuse di Renato Brunetta contro la scarsa trasparenza del governo in tema di compensi Rai. Questa mattina in Aula a Montecitorio era calendarizzata una sua interpellanza, la quarta in tema di trasparenza dei compensi Rai e il governo, ha raccontato, «è stato protagonista di un imbarazzante incidente parlamentare». «Il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, incaricato di rispondere non era presente, e non era pronto neanche il testo della risposta del governo, recuperata in extremis e letta dal sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano». Ancora una volta, ha osservato Brunetta, «la partita della trasparenza deve valere per tutti, tranne che per la Rai. Il governo ci dice che lo scorso 27 marzo i vertici di Viale Mazzini hanno trasmesso all’esecutivo i dati relativi al costo annuo del personale, ma allo stesso tempo ci fa sapere anche di aver ricevuto, guarda caso lo stesso giorno, un parere dal Garante della privacy che sostanzialmente ci dice che le disposizioni in materia di trasparenza si applicano a tutte le società pubbliche ma non valgono per la Rai che invece è concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo. Siamo al parere della privacy ad capocchiam. Sulla trasparenza nel 2010 il Garante per la protezione dei dati personali aveva già espresso il proprio nulla osta». Per il capogruppo azzurro alla Camera, «Renzi e Padoan si rendono complici di un palese occultamento dei dati. Caro presidente Renzi, pretendiamo che la Rai, così come è avvenuto per la presidenza del Consiglio, diventi una casa di vetro, in termini di trasparenza dei curricula e dei costi del personale». Brunetta ha presentato anche un’interrogazione al presidente della Commissione di vigilanza Roberto Fico, per chiedere al presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, e al direttore generale, Luigi Gubitosi, di fare piena luce sulle dodici nomine di dirigenti apicali fatte 2013, e sulle due di questo inizio 2014. «Nell’arco di circa dodici mesi – ha scritto il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio – sono stati già assunti in Rai, senza rispettare alcun criterio di pubblicità, trasparenza e soprattutto imparzialità, numerosi dirigenti apicali, molti dei quali provenienti dall’azienda di telecomunicazioni Wind, all’interno della quale l’attuale dg Rai Luigi Gubitosi ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato». Nell’interrogazione Brunetta ha elencato «per maggior completezza» tutte le nomine effettuate. Nel 2013: Camillo Rossotto, ex dirigente Fiat, è ora direttore Finanza e Pianificazione Rai; Gianfranco Cariola, Direttore Internal Auditing Rai; Alessandro Picardi, ex dirigente in Wind e Alitalia, ora Direttore Relazioni Istituzionali e Internazionali Rai; Costanza Esclapon, ex Alitalia, ex Wind, è ora Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Rai; Adalberto Pellegrino, ex Wind, è ora vice Direttore Generale della Rai e fa parte dello staff personale del DG Gubitosi; Francesco Spadafora, Affari Legali; Caterina Stagno, responsabile di RaiExpo 2015; Fabio Di Iorio, autore tv, nominato capostruttura di RaiDue; Claudio Fasulo, autore tv e ora nominato capostruttura di RaiUno; Monica Caccavelli, Affari Legali Rai; Francesco Piscopo, DG Rai Pubblicità; Michelangelo Schiano di Cola, ex Alitalia ed ex Eni, ora all’Internal Auditing Rai. Nel 2014 sono state effettuate due ulteriori nomine esterne di dirigenti apicali: Ambrogio Michetti, proveniente dalla società di consulenza McKinsey, e ora allo Sviluppo strategico Rai, e Antonio Melchionna, ex Direttore risorse umane di Unilever Italia, attuale vice Direttore risorse umane Rai. «La Rai – ha sottolineato Brunetta – può contare sulle competenze professionali di oltre trecento dirigenti, risulta quindi ingiustificata l’esigenza di attingere da risorse esterne al personale Rai». Nel documento Brunetta ha chiesto ai vertici di Viale Mazzini di «fare piena chiarezza circa le esigenze aziendali e le considerazioni professionali alla base delle assunzioni di dirigenti apicali», di spiegare «quali esigenze abbiano motivato la stipula di contratti dirigenziali a tempo indeterminato di così alto valore», e infine «se i vertici Rai non ritengano opportuno rendere noti i curricula e i compensi lordi di tutti i dirigenti Rai di prima e seconda fascia».