Renzi, sfilata di regime a scuola: bambini in festa con girotondi e cori “Matteo, Matteo”. Altro che balilla…

«I palloncini, fate volare i palloncini!», si agita una maestrina. «E vai con quei girotondi…», si spazientisce un’altra. «Da qui, da qui, fate largoooo», si affanna una dirigente scolastica che aiuta Renzi a fendere la folla di bambini vocianti, mentre da dietro spunta una guantierina di dolci tipici da offrire alle rassicuranti fauci del presidente golosone. Si sgomita, ma ci si commuove anche. «Matteo, puoi scrivere su questo bigliettino il tuo sogno politico?», gli chiede – in diretta su noto portale giornalistico –  una creatura innocente che impugna una misteriosa Costituzione piuttosto che una rassicurante favoletta di Peppa Pig. «Certo, bambina…».

Scene da libro Cuore, ma con un “contest” da convention politica: eppure siamo in una scuola elementare di Siracusa, la “Salvatore Raiti”, dove il premier è stato accolto stamane dal sindaco Giancarlo Garozzo, un renziano della prima ora, guarda caso. E all’interno della scuola questa sua leggerissima predilizione politica si nota, vagamente. Ecco cosa scrivono le agenzie presenti sul posto (per la cronaca, non c’erano né la Pravda né la Stefani): «Bambini disposti in semicerchio nell’atrio della scuola, che ballano e cantano dando vita anche a dei coloriti girotondi, battendo le mani, oltre che scandendo ripetutamente il nome “Matteo, Matteo”. È continuata così l’accoglienza degli alunni dell’istituto comprensivo Salvatore Raiti al premier Renzi. Il presidente del Consiglio terrà un incontro con gli studenti con i quali è previsto possa condividere anche la merenda a base di dolci siciliani».

Dunque, Matteo Renzi, il presidente coccolone, dopo la sfilata di Treviso ha fatto il bis nel profondo sud, accolto da una scolaresca in festa. E fin qui niente di male. Ma quando si vedono bambini innocenti di otto e nove anni inneggiare a un misterioso signore che da due settimane è alla guida del paese e di cui fino a ieri non conoscevano neanche l’esistenza, un po’ di tristezza ci assale. «Matteo, come tu scrivi su Internet, cambia verso…». «Come siete preparati!».

Saranno stati bravi i genitori, gli insegnanti o il sindaco a magnificare le lodi di Matteo, fatto sta che dai banchi partono domande puntuali (con la competenza di un Bruno Vespa, altro miracolo…) e si vedono bambini presi e compresi nel ruolo di intervistatori di un sorridente Matteo, che si muove con la disinvoltura del vecchio maestro Manzi tra quelle sedioline. «La scuola è luogo di sogni. Noi con Graziano Delrio, che è qui con me, e con i ministri, faremo di tutto per fare delle scuole il luogo della grande bellezza», dice Renzi, citando il film vincitore dell’Oscar.

La cronaca in stile “balilla” prosegue: «I bambini lo accolgono con canti e musica di tamburi e cornamuse, poi gli consegnano dei bigliettini su cui hanno scritto i loro sogni e gli mettono dentro palloncini che fanno alzare in volo», raccontano ancora le agenzie. Peccato che all’esterno della scuola ci sia il Paese reale. Ed ecco che accade l’irreparabile, che rovina un po’ la festa: quando si allontana, Renzi si imbatte in un nugolo di contestatori, tra cui diversi grillini, che gli esibiscono cartelli con la scritta “Non sei credibile”. Sono maggiorenni, almeno loro, per fortuna.