Mezzo Pd vuol cambiare la riforma del lavoro, Forza Italia prepara la trappola: noi la votiamo così, voi che fate?

Arginate le polemiche sul ddl province ora Renzi deve superare lo scoglio della riforma lavoro firmata Poletti e soprattutto frenare gli attacchi della minoranza dem che sull’argomento ha ritrovato una forte compattezza tanto da minacciare il non voto. In commissione Lavoro alla Camera, infatti, su un totale di 45 deputati 21 sono dem di cui la gran parte è favorevole a modifiche, come d’altronde Sel e Cinquestelle. Dopo Cofferati, Orfini, Cuperlo e Civati a ribadire in meno di ventiquattr’ore la necessità di rivedere le norme sui contratti a termine e sull’apprendistato è stato Stefano Fassina, intervistato da Repubblica ha ribadito che «bisogna fare delle scelte per ridurre la precarietà e stabilizzare i redditi. Il contratto a tempo determinato deve restare un’eccezione, non la regola. Ne parleremo con il ministro Poletti, cercando di gestire le modifiche in via cooperativa, ma se il sistema non dovesse funzionare la decisione passerà al Parlamento». Per il deputato del Pd da rivedere nel decreto sono «la durata del contratto a termine e il numero di proroghe ammesse. Per quanto mi riguarda i contratti a termine non potranno durare più di due anni, non tre come ora previsto, e le proroghe ammesse dovranno essere tre, non otto». Inoltre «va reintrodotto un tetto di stabilizzazione per le imprese che vogliono assumere nuovi apprendisti e va ripristinato l’obbligo di formazione. La competitività non si conquista impoverendo i lavoratori sotto il profilo dei redditi e della preparazione culturale». Per l’ex viceministro dell’Economia «non è sulla flessibilità che dobbiamo incidere. Il contratto a tempo determinato non creerà nemmeno un posto se le aziende non avranno lavoro da offrire. L’unico effetto che potrà produrre, semmai, sarà quello di ammazzare nella culla il contratto d’inserimento a tutele progressive», perché «le imprese non avranno nessuna convenienza ad applicarlo e il tempo indeterminato sparirà». A puntare l’indice contro le forti divisioni all’interno del Pd è Renato Brunetta che su Twitter ha scritto: «Forza Italia voterà il decreto Poletti, così com’è, perché è di fatto il decreto Berlusconi sul lavoro. Che farà un Pd già in frantumi?».