Grillo fa il “leghista” evocando la secessione. La Rete lo smonta: «Non sei credibile»

Metamorfosi inattese. Beppe Grillo vuole fare il secessionista e sul suo blog fa ancora rumore la nuova provocazione, «E se domani l’Italia si dividesse?». In deficit di proposta politica e di immagine dopo le “epurazioni”, il leader del movimento tenta la carta della storia.  L’Italia è un’«arlecchinata», scopre il leader del M5S. Se domani «i Veneti, i Friulani, i Triestini, i Siciliani, i Sardi, i Lombardi – scrive ancora Grillo – non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa? cosa accadrebbe», si domanda. «Ci sarebbe un effetto domino», si risponde,  «il castello di carte costruito su infinite leggi e istituzioni chiamato Italia scomparirebbe. E se domani – prosegue – quello che ci ostiniamo a chiamare Italia e che neppure più alle partite della Nazionale ci unisce in un sogno, in una speranza, in una qualunque maledetta cosa che ci spinga a condividere questo territorio che si allunga nel Mediterraneo, ci apparisse per quello che è diventata, un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme?». Tutti interrogativi a cui Grillo dà una risposta. «Per far funzionare l’Italia è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni…». Basta la parola macroregioni per far drizzare le antenne a chi ne detiene il “copyright”. Il segretario della Lega Matteo Salvini scrive su Fb: «Liberi e indipendenti, da Roma e da Bruxelles! Benvenuto Grillo, basta che non cambi idea come su euro e immigrazione: se dai una mano alla Lega non ci ferma nessuno». Poi si fa malizioso: «Non vorrei che essendo in difficoltà, Grillo inseguisse la Lega», ma se da lui non ci saranno «solo parole» fra M5s e Lega «sarà una battaglia comune», perché è certo che «se mettiamo insieme le forze da questo punto di vista non ce n’è per nessuno». In attesa che la Repubblica Veneta e il Regno delle Due Sicilie si organizzino, sarebbe bene che Grillo sentire l’umore della Rete, a lui tanto cara, che gli risponde picche:

“Concentriamosi sulle cose da fare e cerchiamo di essere propositivi e concreti e lasciamo perdere la storia, così ci pigliano tutti in giro e perdiamo di credibilità. Questo è il mio Paese e non mi voglio arrendere”, è uno di tanti commenti che molti ne sintetizza sulla stessa lunnghezza d’onda. Qualcuno è più “ruvido”: “Sinceramente dopo 150 anni tornare indietro mi sembra una cagata disumana.. Non mettiamoci anche noi a fare dei danni per un pugno di voti in più”. L’idea che Grillo tenti un “cartello” elettorale alle Europee non è così lontana.: “Un post superficiale, qualunquista, evidentemente scritto a scopo elettorale in vista delle elezioni europee. Non è questo lo spirito del Movimento che conoscevo e in cui avevo creduto”, scriver un sostenitore deluso. “Beppe, piantala di farneticare». Chiaro no?