Università, sesso in cambio della promozione: condannato a 30 mesi l’ex-docente catanese

Due anni e sei mesi di reclusione, pena sospesa, e un risarcimento di 5mila euro ciascuno per le cinque parti offese. E’ la sentenza emessa, con l’accesso al rito del patteggiamento, dal gup del Tribunale di Catania, Giuliana Sammartino, che chiude l’inchiesta sull’ex-docente di Economia politica all’università etnea, Elio Rossitto, per tentate concussione e violenza sessuale.
Nell’ottobre del 2009 il professore era stato denunciato da due studentesse che lo accusarono di aver chiesto loro prestazioni sessuali in cambio del superamento dell’esame. Il processo era stato incardinato davanti la quarta sezione penale del Tribunale etneo che ritenne, poi, però, legittima un’eccezione presentata dalla difesa, su una mancata notifica in sede di indagini preliminari e rinviò, quindi, gli atti alla Procura.
I sostituti procuratori Marisa Scavo e Lina Trovato, dopo avere interrogato Rossitto, chiesero nuovamente il suo rinvio a giudizio.
La Procura ha condiviso la richiesta di patteggiamento, presentata dai legali dell’imputato, il professore Angelo Pennisi e l’avvocato Attilio Floresta, richiesta che è stata accettata anche dal Gip. Nell’udienza di oggi era stata ammessa come parte civile anche l’associazione Thamaia. Della vicenda si occupò anche la trasmissione Le Iene di Italia 1 che aveva ripreso il professore in un albergo assieme a una studentessa che aveva rifiutato le avances in cambio dell’aiuto negli studi.
Una delle due studentesse, Dominique, 20 anni, raccontò, nel corso di un’intervista televisiva nell’ottobre 2009, com’erano andate le cose: «a me ha chiesto rapporti sessuali completi. Poi è sceso a proposte a sfondo sessuale in cambio del 30 e per spianarmi la carriera verso la laurea».
La ragazza ha ricordato come avvenne l’approccio: «Il professore si e’ avvicinato durante una lezione, mi ha detto che mi aveva visto seguire il suo corso l’anno scorso, che avevo perso un anno e che era un peccato. Dunque mi ha invitato a seguirlo nell’aula di ricevimento, dove mi ha parlato di poter dare la sua materia con il massimo dei voti senza sostenere alcun esame. Al che ho capito – ha aggiunto la studentessa – cosa aveva in mente il professore perché giravano voci di corridoio». Secondo la studentessa il comportamento del professore era «una prassi». E alla domanda su cosa avrebbe chiesto Rossitto alle altre ragazze, la studentessa ha risposto: «Comportamenti a sfondo erotico. Il professore fa il piedino durante gli esami che tiene a porte chiuse e un comizio con proposte del tipo «Ci facciamo fidanzati per dieci minuti? Se vieni a casa mia hai il trenta e lode sicuramente“. Di questo – ha sottolineato la studentessa – mi assumo la responsabilità perché è quello che ho sentito. Con me ha avuto un atteggiamento paterno. Mi ha detto che mi avrebbe fatto fare un esame in sede privata. Io ho detto che non ero preparata e ho immaginato cosa volesse».
Altre tre studentesse, poi, avevano avallato il racconto di Dominique aggravando la posizione del professore che si dimise prima che il Senato Accademico prendesse una decisione su di lui, mettendosi poi in pensione. Questo, tuttavia, non gli evitò, nel novembre 2009, gli arresti domiciliari e, oggi, la condanna.
Rossitto è un docente noto a Catania anche per la sua passione per la politica, con trascorsi nella Dc di Rino Nicolosi e più di recente, come ideologo, nel Mpa. Fu anche coinvolto nella tangentopoli scoppiata a Catania nel 1994 per la costruzione della nuova sede del consorzio agroalimentare: fu condannato a 8 anni in primo grado, ma il reato di corruzione fu prescritto in appello e infine la Cassazione annullò la sentenza disponendo l’assoluzione perché il fatto non sussiste.