Per Letta primo giorno da ex premier. Va in chiesa e poi a spasso con il figlio

Immortalato dai fotografi mentre entra in chiesa a Testaccio, con il cappellino azzurro in testa mentre abbraccia un residente del quartiere, e ancora mentre passeggia con il figlio o sorride ad un gruppo di signore che lo hanno riconosciuto. È la prima mattinata da ex premier di Enrico Letta. Da Palazzo Chigi alla normalità. È l’ex premier silurato dal suo stesso partito, da quel Renzi che assicurava che poteva starsene sereno a Palazzo Chigi. Una sorte che gli fa meritare, in queste ore, un’ondata di simpatia da parte dell’opinione pubblica. Letta passa così dalla telefonata di Obama che lo ha salutato facendolo commuovere alle strette di mano con i romani che lo riconoscono per strada.

Oggi i giornali danno la notizia che Moody’s ha portato l’outlook sull’Italia da negativo a stabile. Pallidi segnali di ripresa dei quali Letta non può più gioire, intestandosene il merito. Al Quirinale va avanti il rito delle consultazioni (stamattina Svp, Centro democratico di Tabacci e il Psi) che sarà disertato da leghisti e Cinquestelle. Tutti attendono il programma di Matteo Renzi. Letta può consolarsi con le parole dell’amico Filippo Andreatta che affida al Corriere le sue critiche al Pd: “Il Pd in questi ultimi anni ha sacrificato 9 leader, tutti caduti per fuoco amico. È evidente che fatica a liberarsi di istinti cannibalici”. O anche gioire del ritratto che El Pais dedica a Matteo Renzi: “Non è mai stato senatore, né deputato, né per il momento si conoscono suoi risultati, oltre ad una ‘ambizione smisurata’, per sua stessa ammissione”.