Un altro “prelievo una tantum” dalle nostre tasche. Lo “vuole” la Merkel…

La Merkel detta legge scegliendo con astuzia anche i capi di governo altrui e l’Italia ne ha fatto già le spese (l’arrivo di Monti a Palazzo Chigi con successive stangate tutte lacrime e sangue). Non a caso il distinguo tra centrodestra e centrosinistra viene misurato sulla sudditanza nei confronti della Germania, con il governo Letta che sembra inginocchiarsi come fece il governo dei professoroni bocconiani. Ma la pretese degli amici della Merkel sembrano aver oltrepassato ogni limite. La Banca centrale tedesca infatti vuole addirittura “consigliare” quali misure economiche dobbiamo prendere: i paesi molto indebitati cdovrebbero imporre un’imposta patrimoniale una tantum prima di chiedere la solidarietà (Solidarität, dice il bollettino) dei partner. Questo perché i cittadini hanno la responsabilità delle azioni del loro governo. Verrebbe subito da rispondere che i cittadini italiani non hanno scelto ma sono stati costretti a sopportare un governo che – come tutti sostengono – è stato imposto dai “poteri forti” e tra i sospettati c’è proprio la Merkel. Ora si chiede alla gente un ulteriore sforzo: non si tratta di una “normale” patrimoniale, né di redistribuzione della ricchezza che segue una recessione, ma di un prelievo ingente, anche se isolato. E i socialisti tedeschi sono d’accordo su questa tesi È un delirio di onnipotenza, come hanno rilevato molti esponenti del centrodestra italiano. Un delirio che – dopo la Cancelliera – sta travolgendo anche la Bundesbank. Le reazioni sono state durissime. «Non ci pare – ha detto l’azzurro Daniele Capezzone – che la Bundesbank abbia richiamato questo “principio di responsabilità” quando si è trattato di salvare le banche tedesche». «Vadano al diavolo», ha sintetizzato Francesco Storace. Ma per ore, dal governo Letta nemmeno un piccolo cenno. L’imbarazzo è grande, specie dopo essere stati a corte. Dalla Merkel.