Ucraina, Ianukovich tenta la pacificazione e propone il leader dell’opposizione come premier

L’Ucraina rischia di sprofondare nella guerra civile.  Mentre l’ex ministro della Difesa Anatoli Gritsenko chiede ai manifestanti di portare le armi con sé, il governo fa sapere che gli occupanti di piazza Maidan, a Kiev, verranno considerati appartenenti a «gruppi estremistici», con tutte le conseguenze del caso. Ma il presidente Ianukovich tenta una mossa in extremis per fermare il conflitto civile, proponendo ad Arseni Iatseniuk, uno dei tre leader dell’opposizione, di diventare premier. Il capo di Stato ucraino ha allargato la proposta anche all’ex campione del mondo di pugilato Vitali Klitschko, altro  leader dell’opposizione, a cui ha offerto l’opportunità di diventare vicepremier. La situazione a Kiev e in altre regioni del paese s’è fatta incandescente, fin dalla mattinata, quando s’è diffusa la notizia che un poliziotto era stato ucciso nella nottata mentre rientrava in un dormitorio delle forze speciali “Merkut”. La tragedia è continuata con la morte in ospedale di un manifestante rimasto ferito negli scontri di domenica scorsa. Nel corso della giornata, gli oppositori hanno anche tentato un colpo di mano, occupando la sede del ministero dell’Energia. Subito dopo è avvenuto lo sgombero, ma la situazione resta tesa perché i dimostranti continuano a “picchettare” l’edificio. A creare tensione nel governo sono anche le notize di vere e proprie “insurrezioni” che giungono da altre parti del paese. La protesta antigovernativa dilaga  infatti anche nell’Ucraina orientale, feudo elettorale del contestato presidente Viktor Ianukovich. I dimostranti hanno occupato il palazzo della Regione di Poltava. La polizia non ha opposto nessuna resistenza. I manifestanti hanno fatto irruzione nell’edificio, hanno infranto i vetri delle finestre al pian terreno e hanno creato un “Consiglio del popolo”. Gli insorti controllano edifici di governo in undici città. A gettare ulteriore benzina sul fuoco hanno provveduto le dichiarazioni di Gritsenko: «Dato che le autorità non proteggono le vite delle persone,  chiedo a coloro che detengono armi legalmente di venire a difendere Maidan e di pattugliare le strade del centro con le armi. Io – ha aggiunto – sarò il primo. Ho una pistola con me adesso». Se non è guerra civile, poco ci manca.