«O si copre la testa o se ne va». Così Teheran avrebbe imposto il velo alla Bonino

«Signora Bonino, le diamo un quarto d’ora di tempo per coprirsi la testa altrimenti può dire al pilota dall’aereo di tornarsene a Roma». La storica visita di Emma Bonino del dicembre scorso in Iran, ha rischiato di tramutarsi in un clamoroso flop diplomatico per la nostra ministra degli Esteri. A svelarlo il quotidiano iraniano Jahan News. È il 21 dicembre quando la Bonino, primo capo di una diplomazia europea a recarsi a Teheran dopo il cambio di guardia alla presidenza, aveva avocato a sé il compito di «andare a vedere le carte» vantate dall’Iran nell’aprirsi al mondo con il nuovo corso inaugurato dal presidente Rohani. Ma la visita sarebbe partita nel peggiore dei modi. Secondo il racconto dei media iraniani e del quotidiano israeliano Haaretz, solitamente ben informato su quanto accade a Teheran, la Bonino è stata raggiunta sull’aereo da un funzionario del governo iraniano, che le ha presentato tre foulard, dandole facoltà di sceglierne uno da indossare prima d poter scendere dal volo Alitalia. Un rigido protocollo imposto dal governo iraniano: nessuna diplomatica in visita ufficiale può mettere piede sul suolo iraniano a capo scoperto. In un primo momento la responsabile della Farnesina, forte della sua tradizione di battaglie in difesa della condizione femminile, avrebbe opposto un netto diniego. A quel punto, secondo i media iraniani avallati dal quotidiano israeliano, il messo diplomatico ha informato il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif che ha risposto con un aut aut raggelante per la Bonino: «Signora Bonino, le diamo un quarto d’ora di tempo per coprirsi la testa altrimenti può dire al pilota dall’aereo di tornarsene a Roma». A quel punto la ministra degli Esteri, sapendo che in Iran una visita diplomatica non è cosa di tutti i giorni, l’ultimo era stato il ministro degli Esteri Franco Frattini nel 2004, sarebbe addivenuta a più miti consigli, optando per un foulard arancione messo a disposizione dai funzionari iraniani. La smentita della Farnesina è arrivata tardivamente attraverso un canale informativo inusuale per la diplomazia italiana,  «Nessun funzionario avrebbe offerto i foulard al ministro – ha fatto sapere lo staff della ministra al sito del settimanale Vanity Fair – che sarebbe sceso normalmente dall’aereo senza alcun copricapo. Soltanto nelle ore successive, la Bonino avrebbe indossato un copricapo, che avrebbe mantenuto serenamente durante tutti gli incontri ufficiali». Secondo la Farnesina, la ricostruzione «fantasiosa» dei media iraniani sarebbe dovuta all’irritazione per aver visto le foto del ministro che scende dal velivolo con il capo scoperto. Peccato che sul sito della Farnesina tutte le foto della Bonino la ritraggano invece con il foulard.