Marò, «la Ue risolva il caso dei due fuciliari italiani»: sì bipartisan a Strasburgo

Un applauso bipartisan della plenaria di Strasburgo ha salutato l’appello al presidente del Parlamento europeo lanciato da Sergio Silvestris (Forza Italia) perché «attivi la diplomazia e solleciti l’alto commissario Ashton a risolvere il caso» dei marò italiani Massimilano Latorre e Salvatore Girone detenuti in India “arrestati con l’inganno” e che «rischiano la pena di morte per un reato che non hanno commesso». Dopo aver ricordato che l’uccisione dei due pescatori «è avvenuto in acque internazionali e dunque L’Italia ha subito rivendicato la competenza giuridica del caso», Silvestris ha affermato che «le autorità del Kerala si sono opposte, dopo aver arrestato con uno stratagemma i due militari italiani, e hanno avviato un processo caratterizzato da ritardi, capovolgimenti dei fatti e incertezza». «Che cosa fa l’Europa? – ha concluso Silvestris rivolgendosi alla presidenza – Possiamo pensare che lei attivi la diplomazia e solleciti l’alto commissario Ashton a risolvere il caso. Glielo chiede questo Parlamento, glielo chiede l’Italia, glielo chiedono le famiglie dei due marò». La vicenda dei marò ha infiammato anche la stampa indiana. L’agenzia di stampa Pti scrive che il ministero dell’Interno indiano deciderà «probabilmente nei prossimi pochi giorni» sul modo in cui la polizia Nia si muoverà per incriminare i due marò italiani accusati di avere ucciso due pescatori del Kerala il 15 febbraio 2012.  Citando “fonti”, l’agenzia dice che il ministero è in un “pasticcio” perché la legge che la Nia vuole utilizzare è il Sua Act che prevede la pena di morte, mentre l’India ha assicurato all’Italia che tale pena non sarà richiesta.