Da Marino neanche un fiore ai caduti di Acca Larenzia: insorge la destra a Roma

Nella Roma di Ignazio Marino pietà l’è morta. L’Amministrazione capitolina, per la prima volta da tanti anni, ha ignorato la ricorrenza della  strage di via Acca Larenzia. Insorge contro il sindaco la destra romana. Gianni Alemanno, Giorgia Meloni, Francesco Storace criticano duramente la sconcertante indifferenza della Giunta di centrosinistra.  «È un grave errore – dice Alemanno – quello del sindaco Marino di non aver portato l’omaggio dell’amministrazione di Roma Capitale ai ragazzi caduti 36 anni fa nella strage di Acca Larenzia». L’ex sindaco ricorda che «durante la nostra Amministrazione, e prima ancora quando era sindaco Walter Veltroni, ogni sforzo è stato fatto per garantire una memoria condivisa degli anni di piombo, rendendo omaggio a tutte le vittime di destra e di sinistra, oltre che delle forze dell’ordine».  «Il fatto – rileva ancora Alemanno – che il sindaco Marino non sia venuto di persona, né abbia mandato nessuno dei suoi assessori con una corona di fiori ad Acca Larenzia, interrompe questa tradizione e crea un segno negativo che si poteva e si doveva evitare». La replica di Marino – affidata a Twitter – è imbarazzata e reticente: «Oggi è l’anniversario della tragedia di Acca Larentia. La violenza politica non ha diritto di cittadinanza nella città dell’accoglienza». Non una parola di più: così spera di cavarsela il primo cittadino di Roma Capitale.

Immediata la reazione indignata di Giorgia Meloni, che lancia l’hashtag #marinoportaunacorona. «Unn tweet non basta»,  attacca la leader di Fratelli d’Italia. «Interrompere il percorso di memoria avviato dai tuoi predecessori è inaccettabile». Anche Storace censura il sindaco: «Ignazio Marino nega un fiore ai caduti di Acca Larenzia, offendendoli con un messaggino. Roma non merita un sindaco miserabile».  Fabrizio Ghera, capogruppo di FdI in Campidoglio, giudica da parte sua «gravissimo» il comportamento del primo cittadino. «Marino non neghi il diritto al ricordo, non spezzi un percorso di memoria avviato da ttte le aministrazioni di questa città».

Ma l’insipienza di Ignazio Marino non finisce qui. Alle 19,40 viene diffusa una nota dal Campidoglio  a dir poco sconcertante. Eccone il testo: «Il sindaco di Roma non può deporre corone presso una targa che riporta frasi offensive nei confronti dei rappresentanti delle forze dell’ordine definiti “servi dello Stato”. Roma è una città che condanna ogni forma di violenza politica, di qualunque colore, e ricorda i tre ragazzi uccisi ad Acca Larenzia».  Oltre al danno, dunque, anche la beffa. Perché Acca Larenzia è un luogo di dolore e non di odio. Marino, sicuramente il peggior sindaco di Roma dal dopoguerra ad oggi, cancella il significato di pacificazione e di riconciliazione che altri sindaci, ben più sensibili e civili di lui, hanno  saputo attribuire alla ricorrenza dell’eccidio di 36 anni fa.