C’è un convegno degli studenti di destra al Politecnico di Milano. E i centri sociali si scatenano

Mattinata di tensioni al Politecnico di Milano, dove i centri sociali hanno tentato l’assalto a un convegno promosso dal Gruppo Alpha, espressione studentesca dell’associazione di destra Lealtà e Azione. Gli antagonisti, fra i quali c’è stato un identificato, sono scappati dopo alcune cariche di alleggerimento della polizia. Il loro piano, però, è riuscito lo stesso grazie all’intervento del rettore: dopo i tafferugli, che non hanno coinvolto i promotori del convegno, i vertici dell’ateneo hanno fatto sospendere l’incontro intitolato “Il mondo verso un futuro multipolare”. Secondo un comunicato del direttore generale del Politecnico, Graziano Dragoni, la richiesta «è stata inoltrata da un’associazione studentesca riconosciuta dall’Ateneo, “Azione Politecnica”, per una propria iniziativa. Nel momento in cui il Politecnico di Milano è venuto a conoscenza della presenza di gruppi non autorizzati, presenza ignorata dagli stessi proponenti dell’iniziativa, l’incontro è stato immediatamente sospeso». Ma i ragazzi del Gruppo Alpha raccontano una realtà diversa, spiegando che con “Azione Politecnica”, associazione riconosciuta dall’ateneo e che esprime anche due consiglieri di facoltà, esiste una collaborazione consolidata su iniziative politiche e culturali, che la richiesta era stata inoltrata in piena sintonia e che, anzi, la stessa associazione aveva collaborato fattivamente all’organizzazione del convegno, al quale erano previsti gli interventi di giornalisti di riviste geopolitiche, di esponenti di centri studi e di rappresentanti di movimenti anti-globalisti di vari Paesi oltre che, in video conferenza, il contributo di un relatore dell’Università di San Paolo in Brasile e di uno dell’università di Mosca. La realtà, dunque, potrebbe essere più semplice di come è stata raccontata dall’università: visti i disordini, l’amministrazione dell’ateneo potrebbe aver sospeso il convegno per placare gli animi degli antagonisti. Del resto, non sarebbe la prima volta che accade. Nemmeno intorno al convegno del Gruppo Alpha. L’incontro, infatti, inizialmente doveva tenersi alla Statale e lì si erano dati appuntamento i “compagni”, per quello che sul sito del centro sociale Cantiere hanno definito «un happening culurale (sic) contro l’annunciato convegno neonazista». L’autorizzazione però era già stata ritirata dopo il tam tam su internet, un volantinaggio e le pressioni vis à vis che avevano messo in piedi nei giorni scorsi. «È solo grazie all’intervento della Statale antifascista e antirazzista che l’amministrazione della Statale ha revocato il permesso precedentemente dato per il convegno della vergogna previsto per oggi», si legge sul sito, tra un delirio di appellativi come «neonazisti», «stragisti», «accoltellatori» che suona giusto un tantino paranoico. In un altro proclama gli antagonisti, che lanciano allarmi sui contenuti del convegno di geopolitica come se si trattasse di un incontro pedopornografico, spiegano che «l’annuncio (della sospensione) arriva dopo l’assemblea pubblica di ieri pomeriggio e alla (sic) visita alla presidenza di Lettere e Filosofia, che aveva accolto la prenotazione dell’aula 111 da parte dei neoazisti». Per chi ha pratica di politica nelle università non sarà difficile immaginare cosa possa essere successo durante quella “visita”, così come non sarà difficile trarre il bilancio della giornata: ancora una volta a decidere chi può e chi non può parlare nelle università è la prepotenza di pochi estremisti, di fronte alla quale la debolezza delle istituzioni – in questo caso universitarie – diventa complicità.