La Corte costituzionale ha deciso: bocciato il Porcellum. La parola ora al Parlamento per la nuova legge elettorale

La Corte Costituzionale ha bocciato il porcellum in tutti e due i punti sottoposti al vaglio di costituzionalità: ovvero il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze. Inizialmente si era parlato di una decisione sul ricorso (che prende le mosse dall’iniziativa dell’avvocato Aldo Bozzi) a metà gennaio ma oggi i giudici costituzionali hanno dato il via alla discussione e hanno stabilito che il porcellum è da rigettare.

“Resta fermo – hanno stabilito i giudici della Consulta – che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali”. Le motivazioni del pronunciamento della Consulta che ha bocciato il Porcellum “saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici”. Ora è necessario trovare un accordo tra i partiti sulla strada da intraprendere.

Tra le prime reazioni quella dell’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani: “Adesso il Parlamento non può scansare il suo dovere. La nostra proposta di doppio turno di collegio risponde perfettamente alle obiezioni della Corte e alle esigenze del Paese”. Pier Ferdinando Casini rilancia sull’introduzione delle preferenze nella legge elettorale, e sull’inserimento di una soglia al premio di maggioranza. Per Forza Italia Mariastella Gelmini rileva che “se il Porcellum è considerato incostituzionale sia per le liste bloccate sia per l’eccessivo premio di maggioranza, è allora vero – aggiunge – che una volta riformata la legge elettorale, e in permanenza di un Parlamento non più legittimato, l’unica decisione costituzionalmente valida che può essere presa dal Capo dello Stato è lo scioglimento delle Camere e il voto anticipato”. Le fa eco Renato Brunetta: subito elezioni con una nuova legge elettorale da approvare il prima possibile.

Il padre del Porcellum, il leghista Roberto Calderoli afferma che si è aperto il vaso di Pandora: “Ora – sostiene – ci saranno una serie di conseguenze da valutare che derivano da questa bocciatura. Potrebbe essere delegittimato il parlamento, potrebbe essere delegittimanto il governo sostenuto da questo parlamento delegittimato. E’ delegittimato il presidente della Repubblica eletto per due volte da un Parlamento eletto con questa legge elettorale. E ancora – conclude – è delegittimata la Corte costituzionale che in parte è composta da membri eletti da un Parlamento illegittimo”.

La sentenza è tutta politica secondo Altero Matteoli: “Non vorrei essere nei panni di Renzi che si batte in modo condivisibile per il bipolarismo. Stasera qualcuno, a tre giorni dalle primarie, gli ha lanciato un siluro davvero micidiale”, dice il senatore di Fi-Pdl Altero Matteoli. e aggiunge: “Alla confusione generale in cui si dibatte la democrazia Italiana mancava questa sentenza non chiara della Corte Costituzionale. Persino illustri costituzionalisti non hanno compreso se viga ancora o meno in Italia una legge elettorale e quale sia. In attesa di avere lumi dall’Alta Corte – afferma Matteoli – ci pare opportuno ricordare che nessun Paese democratico dell’Occidente elegge il proprio parlamento con le preferenze e che neppure una sentenza della Corte costituzionale, anche stavolta apertamente politica, potrà imporre”.

Al partito del voto subito si iscrive anche Beppe Grillo: “I partiti, Letta e Napolitano non hanno più nessuna legittimità. Sono figli illegittimi della Repubblica. Si torni al Mattarellum, si sciolgano le Camere e si vada al voto. Non ci sono alternative”. Per il Ncd, invece, la data delle elezioni non si avvicina: prima le riforme, dice, e poi al voto nel 2015.